Inverno mite e primavera anticipata: in Italia fragole, asparagi e carciofi a febbraio

La primavera è arrivata con un mese di anticipo. Fragole, asparagi e carciofi sono già pronti per essere serviti sulle nostre tavole, nonostante alla fine dell’inverno manchi...

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La primavera è arrivata con un mese di anticipo. Fragole, asparagi e carciofi sono già pronti per essere serviti sulle nostre tavole, nonostante alla fine dell’inverno manchi ancora un mese. Sono le conseguenze dei cambiamenti climatici: gennaio è stato il più caldo di sempre e, parola del Noaa, il ghiaccio artico è stato ai minimi storici. Stessa situazione a febbraio in cui le temperature si sono alzate di 3 gradi e mezzo rispetto al normale andamento stagionale. A mettere nero su bianco gli effetti della natura sconvolta è Coldiretti, basandosi sui dati realizzati da Ucea (Unità di ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all'agricoltura). 


Sole, margherite ovunque e ghiaccio dell'Artico che non ha mai avuto un'estensione così ridotta hanno creato altri shock: la coltivazione dell'ulivo in Italia è arrivata a ridosso delle Alpi mentre nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserva e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee. Effetti straordinari, ad esempio, sono visibili ad occhio nudo in Sicilia dove si coltivano i primi avocado della storia Made in Italy, frutto tipicamente tropicale che soffre le temperature basse, o a Palermo dove si riescono addirittura a produrre le prime banane nostrane. 

Se i prezzi sono drasticamente calati a ragion veduta, Coldiretti consiglia comunque di prestare attenzione all'origine nazionale in etichetta che – ricorda - è obbligatoria per frutta e verdura. Prediligere frutti della terra provenienti da zone limitrofe e che non arrivano da chissà dove è una scelta più saggia per la nostra salute e il nostro benessere: i prodotti sono più freschi e durano di più.


Tutto questo caos climatico porta qualche problema, invece, a prodotti come salumi, formaggi e vini che caratterizzano l’Italia da sempre. Il riscaldamento provoca, infatti, anche il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura, l’affinamento e l’invecchiamento che sono condizioni essenziali per il loro successo. Se tutto questo caldo può portare a benefici immediati, viene fuori una situazione da non sottovalutare perché di fatto – conclude la Coldiretti - mette a rischio di estinzione il patrimonio inestimabile di prodotti tipici Made in Italy. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino