Napoli, Posillipo resta senza bambini: svuotate le scuole elementari

Il calo del numero di alunni a Napoli e provincia per l'anno scolastico che inizierà il 12 settembre è pari a 7.280 unità. Quest'anno sono 485.920 gli studenti di ogni ordine e grado, con la conseguenza che le classi si svuoteranno in alcune zone anche radicalmente.

Le strategie sono molteplici, tenuto presente che per legge il numero minimo per la costituzione delle classi è di 15 unità, e in alcuni quartieri periodicamente non si riesce a raggiungere la quota minima per tenere aperta una classe. La principale è quella imposta dal Miur dalla legge nazionale, ossia ogni anno le Regioni in sinergia con i dati degli Uffici Scolastici Regionali e le Regioni approvano i piani di dimensionamento scolastici annuali. Ne conseguono accorpamenti di strutture scolastiche limitrofe, che restano immutate nella loro struttura ma si diversificano per la distribuzione dei fondi. L'articolazione territoriale delle autonomie scolastiche e dei punti di erogazione del servizio per le scuole di ogni ordine e grado cioè cambia quando c'è un accorpamento, con una scuola più piccola che soffrirà rispetto a quella più grande che l'ha inglobata. Il piano di dimensionamento nazionale pone quindi aggregazioni, fusioni o incorporazioni di scuole. Ma tendenzialmente, soprattutto per le scuole del secondo ciclo, si tende a salvaguardare l'identità delle istituzioni scolastiche, e per una maggiore funzionalità organizzativa e didattica, si procede all'unificazione degli istituti di istruzione di secondo grado tra loro omogenei per ordine e tipo.
 
È quanto accaduto quest'anno a Napoli, dove la Regione Campania ha proceduto a deliberare sul dimensionamento scolastico e il piano dell'offerta formativa per il 2018-19 accorpando due gruppi di scuole. Si tratta del Liceo Classico «Garibaldi» e del Liceo Classico «Vittorio Emanuele II», che da quest'anno saranno unificati, e dell'Istituto Istruzione Superiore «Caselli» e Istituto Istruzione Superiore «De Sanctis». «Abbiamo tenuto conto di tutte le necessità, secondo la logica delle esigenze d'insieme di ogni territorio, mettendo al centro sempre la difesa e la promozione della scuola nel suo complesso» spiega l'assessore Lucia Fortini. «Particolare attenzione, inoltre, è stata data alla salvaguardia delle autonomie scolastiche, evitando le reggenze, ma provando invece a difendere la storia e il prestigio degli istituti».

Più complessa la situazione delle scuole primarie e degli Istituti Comprensivi, dove si registrano le flessioni maggiori. Come la questione del plesso di via Marechiaro dell'Istituto comprensivo «Cimarosa» che emerge da «Scuola in Chiaro». Lo scorso anno è stata costituita una classe di appena 9 bambini, anche se a giugno ne erano iscritti 16, e i mancanti si sono trasferiti per vari motivi in altre scuole di Posillipo tra settembre e ottobre. L'anno precedente la prima classe era di 16 unità (come anche quest'anno), ma nel 2015-16 non fu costituita. La seconda classe l'anno scorso si è dimezzata (16 unità) e non si è costituita nel 2016-17, mentre l'anno precedente presentava ben 30 unità. L'anno scorso non si è costituita una terza, mentre gli anni precedenti erano presenti 33 e 37 alunni. Più o meno stabile la quarta classe con 34 alunni nel 2017-18, precedentemente 38 e 25 nel 2015-16. Aumentati gli alunni della quinta che passano da 21 nel 2015-16 a 24 nell'anno successivo, fino a 38 dello scorso anno scolastico.

Leggi l'articolo completo su Il Mattino
Outbrain