Savona a braccio cita il mito della «caverna di Socrate», ma poi si corregge «è Platone»

Piccola svista del presidente della Consob, Paolo Savona, che nel testo scritto del discorso al mercato finanziario cita il mito della «caverna di Platone» chiamandolo...

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Piccola svista del presidente della Consob, Paolo Savona, che nel testo scritto del discorso al mercato finanziario cita il mito della «caverna di Platone» chiamandolo «caverna di Socrate». Un errore corretto nella lettura del discorso, in cui Savona, citando il mito, parla di «caverna di Socrate, o di Platone».


L'Italia è vittima di «giudizi negativi prossimi a pregiudizi» da parte di «istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati». Ne è convinto, qundi, il presidente della Consob, Paolo Savona, che nel suo discorso al mercato finanziario parla di una «caverna di Socrate» per descrivere l'Italia, dove «le luci fioche della conoscenza che in essa penetrano proiettano un'immagine distorta della realtà», con un «vociare a senso unico che stordisce».

(Platone simboleggia con il sole la fonte della vera conoscenza. In seguito aggiunge che i prigionieri incatenati nella caverna rappresentano la maggior parte dell'umanità: il filosofo è l'uomo liberato, che tenta di portare i suoi compagni verso la conoscenza).



I giudizi di questi enti, secondo Savona, sono «resi su basi parametriche finanziarie convenzionali che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e società: la forza competitiva delle nostre imprese sul mercato globale e il nostro buon livello di risparmio».

Quelle che giudicano il nostro Paese sono «medie non rappresentative», che inducono «a una valutazione distorta delle nostre reali condizioni», che si riflettono «in giudizi negativi sulla solidità del nostro debito pubblico all'interno e all'esterno», afferma ancora.

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Il Mattino