Papa Francesco a Putin e Zelensky: «Cessate il fuoco e negoziate». Poi condanna l'annessione del Donbass

Città del Vaticano - La minaccia atomica, ormai reale, palpabile e purtroppo all'orizzonte è stata al centro di un fortissimo appello bipartisan al...

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Città del Vaticano - La minaccia atomica, ormai reale, palpabile e purtroppo all'orizzonte è stata al centro di un fortissimo appello bipartisan al presidente Vladimir Putin e al presidente Zelenski a sedersi ad un tavolo per avviare un percorso negoziale prima che sia troppo tardi. Papa Francesco ha aperto l'Angelus domenicale con un inusuale richiamo condannando da una parte l'annessione da parte della Russia delle quattro province ucraine dopo il referendum farsa («deploro la grave situazione degli ultimi giorni con azioni contrarie al diritto internazionale). Una annessione che è alla base di una «escalation internazionale» con effetti castastrofici. «Chiedo al Presidente della Federazione Russa di fermare per amore del suo popolo questa spirale di violenza e morte». Dall'altra parte, Francesco ha parlato anche dell'aggressione subita dalla Ucraina e si è rivolto al presidente Zelensky «a essere aperto a una serie di proposte di pace».

 

 

L'appello del Papa a Putin e Zelensy

«In nome di Dio e del senso di umanità che alberga in ogni cuore rinnovo il cessate fuoco. Che tacciano le armi» ha affermato Francesco chiedendo negoziati che possano portare a soluzioni «basate sulla sovranità e l'integrità territoriale di ogni paese» e al «rispetto delle minoranze» presenti. Un chiaro riferimento alla minoranza russofona nel Donbass e Lugansk. 

 

 

 

Andamento della guerra «grave e minaccioso»

La riflessione avvenuta prima dell'Angelus ha riguardato l'andamento della guerra diventato «grave e minaccioso». Una ferita «inconcepibile che anzichè rimarginarsi continua a sanguinare sempre più rischiando di allargarrsi». Morti, stragi, fame, disperazione. «E' angosciante che il mondo stia imparando la geografia della Ucraina dai luoghi di sofferenza». Papa Francesco ha ripetuto che il mondo si trova di nuovo sull'orlo di una guerra atomica.

«La guerra non è mai una soluzione ma solo distruzione. A tutti i protagonisti della vita internazionale chiedo di fare tutto quello che è nelle loro possibilità per porre fine alla guerra in corso senza lasciarsi coinvolgere in una escalation e promuovere iniziative di dialogo». Tra queste righe è chiaro il riferimento al ruolo del presidente americano Biden e al peso che può esercitare l'Europa e la Cina.

 

 

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