Omicron, lo spettro variante Sudafrica rilancia ipotesi nuove restrizioni per i No vax

Il governo e le autorità sanitarie, in vista del Natale in compagnia della variante Omicron o comunque di una ulteriore impennata generale dei contagi da Covid, ancora non hanno stabilito misure restrittive per i non vaccinati ma la questione del rafforzamento dei controlli per chi rifiuta Green pass e Super Green è sempre aperta. E il monitoraggio della diffusione del morbo nei prossimi giorni, insieme alla valutazione più approfondita della pericolosità e del l’incidenza di Omicron, darà un quadro sulla base del quale verranno decise le strategie di intervento. Ma alcuni dati sono all’attenzione delle autorità.

 

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Omicron, ipotesi nuove restrizioni per i No vax 

Tra i quali quelli derivanti da alcuni sondaggi. Uno, a cura di Emg-Different, dice che il 70% del campione è favorevole al Green pass rafforzato con restrizioni anti covid per i non vaccinati. Non solo: oltre  il 44% preferirebbe l'obbligo di vaccinazione o comunque restrizioni per chi non si è vaccinato, secondo un sondaggio Ipsos. La variante sudafricana insomma sta acuendo le paure degli italiani e anche il loro senso di insicurezza legato a quella porzione di popolazione, minoritaria ma non inesistente, che continua, nonostante la quarta ondata del contagio e la terza fase della vaccinazione, a rifiutare il siero anti Covid.

 

 

Cosa dicono i virologi

Sono più propensi alle restrizioni per i non vaccinati gli uomini (il 79%) rispetto alle donne (il 62%). Gli scienziati a loro volta non escludono, ora che anche Omicron è diventata una minaccia nella minaccia, il ricorso a restrizioni per i No Vax e i No Pass. Il virologo Andrea Crisanti è esplicito: “Il lockdown per non vaccinati? Giusto fare distinzioni". Lo pensa anche Fabrizio Pregliasco: “Il lockdown solo per i non vaccinati contro Covid-19, in caso di picchi nei contagi e terapie intensive in sofferenza mi sembra un'opzione possibile e interessante che abbassa il livello di rischio nei contatti interumani". Il virologo e docente della Statale di Milano incalza: “Ogni contatto interumano è a rischio -ma il contatto con soggetti non vaccinati fa sicuramente salire la probabilità di aumentare la diffusione del contagio". E del resto se un provvedimento del genere, cioè le restrizioni per i non vaccinari in presenza di Omicron, dovesse essere adottato, conclude Pregliasco, "Tutelerebbe anche gli stessi non vaccinati, più vulnerabili a un'infezione grave in caso di alta circolazione virale".

 

 

La posizione del governo

Ma il sottosegretario Sileri non si sbilancia: "Abbiamo un Green pass e il Green pass è il mezzo per evitare i lockdown”. Intanto però il governo guidato da Mario Draghi, ha stabilito che dal 6 dicembre al 15 gennaio si potrà accedere a una serie di servizi – dai ristoranti al chiuso agli spettacoli e alle feste – solo se vaccinati o guariti dalla malattia. Secondo Draghi, questo rafforzamento del green pass servirà a “prevenire” la crescita dei casi durante il periodo natalizio. Ma non è detto che non venga prolungato e che Omicron non costringa a misure ancora più restrittive. Al ministero della Salute infatti sono sensibilissimi alla possibilità che altri provvedimenti possano essere presi. E sia a livello politico che scientifico il ragionamento in queste ore è il seguente: ridurre la libertà solo ai non vaccinati può rallentare la circolazione virale, anche se è improbabile che sia una misura risolutiva per fermare l’epidemia in quanto anche tra i vaccinati il virus circola, sebbene a un ritmo minore. Una minore trasmissione tra i non vaccinati però può contribuire a ridurre la pressione sugli ospedali. E insomma, in generale con l’aumento della trasmissione del virus può rivelarsi necessario imporre nuove restrizioni a tutti per ridurre la circolazione ed evitare successivamente di dover prendere misure più severe. Lo spettro di Omicron sta alzando il livello dello scontro contro il virus e contro chi lo sottovaluta appellandosi a insensati principi di libertà contro una inesistente “dittatura sanitaria”.

 

 

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