Via Marina, l’opera infinita come la Sagrada Familia

«Chi fraveca e sfraveca nun perde mai tiempo». Si perde invece nella notte dei tempi l’origine di questo celebre detto napoletano e siccome è più o meno nello stesso periodo che si perde l’origine dei lavori a via Marina è assai probabile che chi ha coniato questa perifrasi stesse di casa proprio là, tra il centro di Napoli e San Giovanni a Teduccio, a Vigliena, dove un tempo iniziavano le loro scorribande in città i soldati francesi e dove adesso iniziano la loro quotidiana via crucis gli automobilisti napoletani. A meno di due anni dall’inizio dei lavori per il rifacimento del manto stradale, infatti, via Marina sarà di nuovo scassata. 

Per far posto alla fibra, dicono. E considerato che i lavori destinati a trasformare la via d’ingresso alla città in una specie di Palm Beach all’acqua pazza sono fermi da circa un anno, quasi quasi rivedere transenne e operai lungo tutto il percorso fa piacere. Ormai sono rassicuranti, assieme alle gru e ai fossi perenni fanno parte del paesaggio. Un po’ come la Sagrada Familia a Barcellona, la basilica progettata centotrentasei anni fa da Antoni Gaudì e ancora in costruzione in Catalogna. Lì però per visitare il secolare cantiere bisogna pagare il biglietto. A Napoli, invece, per ammirare quello di via Marina basta passarci a piedi o in macchina. Ch’ mazz, eh?

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