Condannata per usura non risarcisce il cliente: pignoramento contro banca

Condannata per usura non risarcisce il cliente: pignoramento contro banca
Quando gli ufficiali giudiziari si sono ritrovati tra le mani quel provvedimento, in un primo momento hanno riso. Poi, vedendo la serietà dell’avvocato, si sono...

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Quando gli ufficiali giudiziari si sono ritrovati tra le mani quel provvedimento, in un primo momento hanno riso. Poi, vedendo la serietà dell’avvocato, si sono complimentati per l’idea. E sì. Perchè, di certo, non capita tutti i giorni di dover notificare una istanza di pignoramento ad un istituto di credito. Anche di quelli importanti. Ma non solo, quanto accaduto a Salerno potrebbe essere il primo caso in Italia: non esistono tracce di precedenti. 


La storia è di quelle che tante volte viene raccontata nelle aule di tribunale. Ma, quasi sempre, la notizia dell’esito del giudizio penale sovrasta quello civile: così si pensa alle pene per i dirigenti delle banche che avrebbero praticato prestiti a tasso usuraio e passa in secondo piano il risarcimento del danno al cliente-vittima. Se, però, la banca non paga e non da esecuzione alle sentenze per ben due volte, c’è anche chi pretende il pignoramento di un bene di egual valore per far valere le ragioni del proprio assistito. Così ha proceduto l’avvocato Mario Manzo responsabile anche della Associazione Emergenza Legalità. 


La storia parte da lontano. Un imprenditore di Velletri contatta il legale salernitano e gli chiede di accertare se l’istituto in questione, Mps, gli abbia praticato interessi usurai. L’avvocato Manzo, con l’aiuto di un perito, esegue un check up sul conto corrente del proprio cliente e il tribunale accoglie l’istanza: vengono così accertati interessi usurai per 50mmila euro. Montepaschi di Siena non ci sta e presenta appello, ma anche la Corte d’Appello di Roma conferma, dopo cinque anni, la sentenza di primo grado e le richieste di risarcimento. Anche in questo caso la sentenza è immediatamente esecutiva.

Dopo due mesi, però, il legale dell’imprenditore di Velletri decide di presentare istanza di pignoramento. Esegue una verifica al catasto e scopre che, tra le tante proprietà, Mps detiene anche il palazzo dove vi è la sede principale di Salerno, quella sul Corso. Essendo lui di Salerno, per poter seguire bene la pratica, presenta richiesta di pignoramento per quella sede. E precisamente dei locali che ospitano l’istituto di credito, dei garage sottostanti e di un appartamento all’interno dello stesso edificio che affaccia difronte alla scuola Vicinanza. Tutti beni che sono risultati accatastati come istituto bancario. 


«Ora attendiamo - spiega l’avvocato - ma credo che sia fuori luogo che un istituto di credito importante come questo non dia esecuzione ad una sentenza di condanna quando poi, dai propri clienti, pretende immediatezza nei pagamenti». 

 

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Il Mattino