Prima il freddo, poi la siccità estiva limoni d'Amalfi, perdite da 2 milioni

Prima il freddo, poi la siccità estiva limoni d'Amalfi, perdite da 2 milioni
Sta per terminare la raccolta - iniziata a febbraio – dello sfusato Amalfitano, che dà luogo all’indicazione geografica protetta «Limone Costa...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA FLASH
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
SCEGLI ORA
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
Sta per terminare la raccolta - iniziata a febbraio – dello sfusato Amalfitano, che dà luogo all’indicazione geografica protetta «Limone Costa d'Amalfi». La gelata di inizio anno e la forte siccità estiva hanno provocato una perdita di prodotto di quasi 1 milione di chili, come confermato dal Consorzio di Tutela Limone Costa d'Amalfi I.G.P..


«La notizia positiva – sottolinea il presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio - è che il fenomeno dell’abbandono delle coltivazioni o della mancata raccolta dei frutti, che negli anni passati ha messo a rischio l’intero settore, è ormai alle spalle. Oggi i giovani sono tornati a investire in Costiera Amalfitana, dando nuovo slancio alle suggestive “terrazze” e riuscendo a imporre sul mercato un prodotto molto ricercato dai consumatori. Sicuramente l’andamento climatico di quest’anno ha creato problemi alla produzione che ha scontato la perdita di quasi due milioni di euro di prodotto. Comunque, il comparto ha retto confermando la performance del 2016. Lo sforzo fatto dal Consorzio e dalla OP di recente riconoscimento, deve essere accompagnato da investimenti da parte degli enti preposti per far fronte ai cambiamenti climatici con una valorizzazione delle acque. Inoltre, i limiti all’accesso dei terrazzamenti e alla coltivazione vanno superati con la semplificazione delle procedure per il recupero delle terrazze e un piano immediato di prevenzione post incendio per evitare che la terra bruciata, con le prime piogge torrenziali, vada a riversarsi proprio sui limoneti recuperati».


I dati sull’annata 2017 sono snocciolati dal presidente del Consorzio di Tutela  Angelo Amato: «La produzione si attesta complessivamente sui 2 milioni di chili di prodotto certificato. L’annata è partita in maniera molto positiva e l’obiettivo era di superare i 3 milioni di raccolto. Purtroppo abbiamo perso 1 milione di chili di limoni a causa della forte siccità che, tradotto in una media di 1,5-2 euro al chilo, rappresenta una ingente perdita. Ad ogni modo, resta molto alta l’attenzione dei consumatori verso questo prodotto di assoluta eccellenza che per il 75% viene venduto fresco alla grande distribuzione e per la restante parte trasformato». Leggi l'articolo completo su
Il Mattino