Movida a Salerno, stop alle 23: è il giorno della protesta

Movida a Salerno, stop alle 23: è il giorno della protesta
Saranno una cinquantina. Armati di cartelli, diranno no alla scelta del governatore De Luca di mettere dei paletti alla movida. E chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto....

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Saranno una cinquantina. Armati di cartelli, diranno no alla scelta del governatore De Luca di mettere dei paletti alla movida. E chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto. Insieme ai rappresentanti dell’Acs, associazione commercianti per Salerno, che hanno promosso il flash mob previsto per questa mattina alle 11 in piazza Amendola, anche una delegazione di autonomi delle partite Iva, mentre due associazioni di Napoli e Caserta e la Food & Beverage di Baronissi, hanno dato il loro appoggio virtuale alla manifestazione di protesta. 


I MALUMORI

A farsi portavoce dei malumori della categoria, il segretario Armando Pistolese: «Il Covid non nasce né si diffonde nei bar o nei ristoranti. Basti vedere Salerno città: quanti sono i locali chiusi per via dell’epidemia? Uno o forse due. Viceversa i contagi crescono perché non si riescono a fare adeguati controlli per frenare comportamenti sbagliati», spiega. Ecco perché l’associazione rivendica maggiori verifiche in strada e la possibilità di abbattere i paletti posti agli orari consentiti - bar chiusi alle 23 dal lunedì al giovedì e alle 24 il venerdì e il sabato fino al 20 ottobre, ultimo ingresso nei ristoranti per i clienti e gli utenti per l’asporto entro le 23 – ma anche di rivedere la precedente ordinanza emessa dal governatore, in base alla quale dopo le 22 è negata la vendita di alcolici, se non a chi è seduto al tavolino o al bancone. Per i membri dell’associazione, «si tratta di regole inutili. I ragazzi continueranno, come hanno già fatto durante l’estate, ad acquistare alcolici nei supermercati o nei distributori automatici che continuano a restare aperti. Assembrandosi poi nelle piazze senza controlli». Il locale, secondo il loro punto di vista, offrirebbe maggiori garanzie, dal momento che i gestori vigilerebbero per assicurare il pieno rispetto delle regole. Agli operatori del by night non va giù, poi, che dal provvedimento siano stati esentati i colossi come i McDrive: «È evidente che ci stanno utilizzando come capro espiatorio per costringerci a chiudere. Piccoli imprenditori non riescono a farcela con tutte queste limitazioni. Se la situazione è veramente così critica allora non si consentano deroghe». Infine una richiesta va all’amministrazione comunale, affinché sostenga il settore consentendo a chi ne farà richiesta di poter chiudere gli spazi esterni dei locali, dati in concessione gratuita nel periodo immediatamente successivo al lockdown. Uno stratagemma per invogliare i clienti a frequentare le strutture anche nel periodo invernale. Intanto già da giorni si sono intensificati i controlli delle forze dell’ordine all’interno degli esercizi commerciali: dopo alcuni casi di ritardo o difficoltà nei tracciamenti di persone venute in contatto con contagiati, i militari del Nas hanno effettuato una verifica a tappeto dei registri che bar e ristoranti sono tenuti a conservare per quattordici giorni.  Leggi l'articolo completo su
Il Mattino