Ristoranti a Barcellona, 30 arresti Le mani della camorra sulla pizza Blitz anti-riciclaggio e sequestri | Video

Madrid. Duro colpo alla camorra a Barcellona, in un’operazione internazionale contro il riciclaggio di capitali, che ha portato finora a una quarantina di arresti in Spagna, Italia e Germania. Nel mirino dell’inchiesta, coordinata dal magistrato della sezione numero 6 dell’Audiencia Nacional, Manuel Garcia Castellon, un clan della camorra che gestiva ristoranti e locali nella città catalana e del quale non è stata finora rivelata l'identità, per non compromettere le indagini in corso. Sequestrati 520 chili di cocaina e 450 di hashish e marijuana. Complessivamente sono stati sequestrati beni per cinque milioni di euro. L’operazione, alla quale partecipano agenti della Guardia Civil, Mossos d’Esquadra – la polizia catalana – e della Guardia di Finanza italiana, è cominciata alle 4 del mattino nella calle Tamarit  nell’Eixample, e si è estesa a vari quartieri di Barcellona, dove sono state arrestate finora 14 persone, in maggioranza italiani, gli altri sono colombiani spagnoli e venezuelani, ed effettuate numerose perquisizioni. Altre 14 persone sono state arrestate in Italia e 2 in Germania, secondo un primo bilancio della Procura anticorruzione. Gli agenti hanno realizzato 15 perquisizioni a Barcellona e nell’area metropolitana, mentre due perquisizioni sono in corso in Italia e sei in Germania. 
 
Nel mirino degli investigatori, un ristorante italiano al civico 153 della calle Tamarit, gestito da una coppia di italiani, utilizzato dalla camorra per il riciclaggio di capitali. La coppia, che viveva da un anno nell’Eixample, è stata sorpresa nel sonno dagli agenti, che hanno fatto irruzione all’alba e sequestrato un’ingente documentazione e l’auto in affitto utilizzata dai due detenuti. Sequestrato anche un bar caffetteria al piano terra dell’edificio in Calle Maiorca, dove ha sede il consolato italiano a Barcellona.

Dalle prime informazioni trapelate, le perquisizioni in corso nell’area metropolitana della città di Gaudí riguardano in prevalenza ristoranti e pizzerie che, secondo la Procura anticorruzione, erano intestati a prestanome e utilizzati dalla camorra per il ‘blanqueo’ di capitali derivati dal traffico di stupefacenti, di gioielli e dalla compravendita di auto di lusso rubate.

Alle indagini, cominciate oltre un anno fa e coordinate da Eurojust ed Europol, partecipano l’Unità centrale operativa anticrimine dei Mossos d’Esquadra, la Guardia Civil, in collaborazione con la Guardia di Finanza e la direzione antimafia italiana. Impegnata nell'inchiesta anche la Guardia di Finanza di Napoli, nucleo di polizia tributaria.

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