La peste di London più attuale che mai

La peste di London più attuale che mai
Con il coronavirus ridiventa di stretta attualità La peste scarlatta, il romanzo breve di Jack London pubblicato nel 1915 e definito dallo stesso scrittore statunitense...

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Con il coronavirus ridiventa di stretta attualità La peste scarlatta, il romanzo breve di Jack London pubblicato nel 1915 e definito dallo stesso scrittore statunitense opera pseudoscientifica.


In una San Francisco trasfigurata nella «terra desolata», preda degli orsi e di altre creature selvagge, un vecchio racconta ai sui nipoti, esprimendosi in una lingua a loro quasi incomprensibile, di come quel morbo avesse pressoché sterminato il genere umano. Correva l'anno 2010 e il mondo era popolato da 10 miliardi di persone, un numero assai vicino a quello della storia dei nostri giorni. Nessuna vera analogia, in realtà, nemmeno con la febbre spagnola, che sarebbe giunta poco dopo la morte dello scrittore. Il virus di London non lascia scampo, uccide le persone nel giro di un'ora.

Il critico e traduttore Ottavio Fatica ha definito La peste scarlatta un racconto orale. Un'illustrazione del viaggio verso l'Apocalisse. Nel libro vi è una descrizione minuziosa del paesaggio, la civiltà sepolta. Al suo posto un mondo nuovo, dove sono pressoché scomparsi il linguaggio, la cultura, la scienza. L'uomo è diventato nuovamente cacciatore, si sono riaffermati i legami tribali.

Il vecchio passa in rassegna i virus del passato, dalla peste e nera alla tubercolosi fino a descrivere la malaria, in una pagina di storia della medicina che mette insieme la capacità narrativa con una precisione meta-scientifica. Vede morire molte persone e assiste al disfacimento progressivo della società civile, che non sa rispondere agli attacchi del nemico invisibile e ubiquitario. Poi solitario si allontana per salvarsi. Lui troverà altri sopravvissuti e l'amore, riprendendo il cammino della civiltà: «La stessa vecchia storia si ripeterà...». Tutto questo nel solco del mito americano della frontiera e della lotta per la vita, temi cari a Jack London, in grado anche di rivolgere il suo sguardo, con febbrile lucidità, verso il futuro. Leggi l'articolo completo su
Il Mattino