La Terza Classe: «A Napoli il film con Jim Lauderdale», stregato dal limoncello

Le voci ruotano in un turbine di suoni inarrestabili. Il ritmo invoglia i tacchi a partecipare. A vederla sembra si sia quasi realizzato il sogno americano de La terza Classe,...

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Le voci ruotano in un turbine di suoni inarrestabili. Il ritmo invoglia i tacchi a partecipare. A vederla sembra si sia quasi realizzato il sogno americano de La terza Classe, formazione folk tutta partenopea legata al sound statunitense che, ieri sera, si è esibita all'Orto Botanico di Napoli con la leggenda del country americano Jim Lauderdale, per la prima volta a Napoli. Sempre on the road alla Jack Kerouac, è stata la strada, "non i talent", che pure hanno sperimentato "ma che sono poco performanti" (hanno partecipato, infatti, a Italia's Got Talent) a farli incontrare e una ruota bucata in autostrada gli ha aperto le porte dell'American Dream, mettendo sul loro cammino Jim Lauderdale, star che crede con umiltà in questi giovani emergenti che gli hanno fatto amare così tanto Napoli da voler cambiare il nome in Jim Limoncello e girare un film qui con la band protagonista. Raffaello (Nusco, banjo e voce ndr) è stato il primo a crederci e a lasciarsi educare dalla musica esibita in mezzo alla gente.


Suona in strada da quando aveva 16 anni. Della carreggiata hanno fatto la loro via per il successo. Niente studi alle spalle, tranne Rolando Gallo Maraviglia che il contrabbasso l'ha studiato al conservatorio. Basta sentirli parlare un attimo per capire che sono svegli come pochi e organizzati. I sogni li raggiungono con metodo, passione e dedizione. Questi cinque ragazzi, abilissimi a tener testa al pubblico dal palco e virtuosi con gli strumenti come fossero appendici del corpo (e apprezzati anche da Mike Seay, compagno di avventure musicali di Joe Bastianich), appena alle soglie dei trent'anni hanno lasciato fare al caso. E anche il loro incontro è avvenuto così. Pierpaolo Provenzano (chitarra acustica, voce) e Rolando suonavano pezzi country e heavy metal a via Scarlatti quando incontrano Raffaello. Il suo strumento è il banjo e i due lo vogliono a tutti i costi nella formazione.

Da lì un crescendo d'incastri. Anche Enrico Catanzariti (rullante, voce) aveva macinato chilometri con il gruppo di musica pop rock "The Ones". Biagio Daniele (armonica, voce) "il menestrello di tutti" ha prestato la musica della sua armonica ovunque, mentre Raffaello faceva parte del duo dixieland Les Fous Du Port. Dal 2013, dopo aver inglobato alla formazione altri musicisti da andirivieni, passano l'oro al setaccio e restano i 5 storici. Non si fermano più. Dopo tre viaggi in America, in cinque in un furgone battendo piazze come Times square, Union Square, Washington Square, quest'estate saranno in tour in tutta Italia con l' ultimo disco, "Folkshake".


L'album è nato da un percorso articolato, che racchiude le esperienze dei lunghi viaggi in America ed è composto da un inedito e sette pezzi della tradizione folk americana arrangiati in modo nuovo come “Lonesome valley”, che ricorda il primo viaggio negli States e il palco del Music City Roots dove si è esibito il gruppo, presentato proprio da Lauderdale. Primo singolo estratto da Folkshake è l'inedito "Paulina", che racconta una storia d'amore senza tabù tra una transessuale e un ragazzo; ad ispirare la creazione del brano è stata un'avventura capitata al batterista del gruppo durante un viaggio in America. Poi sarà la volta di Berlino dall'8 settembre. Si vedono 4 volte a settimana per armonizzare il lavoro realizzato quotidianamente nelle proprie stanze. Ma ormai sono una cosa sola.   Leggi l'articolo completo su
Il Mattino