Sanremo 2022, generazione Z: presente! È boom di giovani e donne

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Sanremo

Ci sono numeri e numeri. E quelli di Sanremo vanno letti sempre con attenzione. Gli ascolti, almeno nelle prime due serate, non lasciano spazio a dubbi: l’Ama ter è partito in maniera trionfale, come confermano i dati della seconda serata seguita da 11.320.000 telespettatori, pari all’85% di share. Tanto per capirci: il mercoledì è regola avere una flessione rispetto alla prima serata, con una fetta di pubblico che si distrae dopo aver soddisfatta la curiosità di vedere come butta. Per la prima volta da che esiste l’Auditel non è successo e il risultato migliora quello del debutto sia in valori assoluti che in termini di share (10.911, pari al 54.7%). Inutile dire che i picchi sono tutti di Zalone, che vola oltre il 60%.

Ma a Viale Mazzini gongolano non solo per la quantità, ma anche per la qualità della platea conquistata: «L’età media è di 52.8 anni, dai 54.7% del 2020 e 53.7% del 2021. Il pubblico è ringiovanito in modo straordinario», spiega il direttore di Raiuno Stefano Coletta. La media cresce di 2.5 punti di share sul 2020 e di ben 13.7 punti rispetto all’anno scorso. Morandi, Ranieri, Zanicchi e Rettore, gli highlander in gara, non hanno tenuto lontana la generazione X. Anzi. Sul fronte delle ragazze tra i 15 e i 24 anni arriviamo al 76%, record di sempre, +12% rispetto al 2020 e 2021. Crescita a doppia cifra anche sulla generazione Y (nati fra il 1981 e il 1996), con una media del 52% (+11.62 punti) e sulla generazione X (nati fra il 1965 e il 1980), con il 55.3% (+15.24 punti rispetto a un anno fa).

E tutto conferma la tendenza. Un milione di visualizzazioni per la seconda manche su RaiPlay, +50% rispetto al 2021, +6 punti sul pubblico 15-24 anni. Ma il dato più clamoroso lo fornisce Spotify: alle 17.30 di ieri pomeriggio le prime dieci posizione della classifica dei brani più ascoltati sulla piattaforma era festivaliera al cento per cento. Mahmood&Blanco primi, naturalmente, poi Rkomi, La Rappresentante di Lista, Dargen D’Amico, Achille Lauro, Noemi, Michele Bravi, Ana Mena (che si riscatta dalla classifica ufficiale dell’Ariston), Gianni Morandi e Giusy Ferreri. Quel «naturalmente» accostato alla coppia di «Brividi» è frutto di un risultato davvero eccezionale: poco meno di tre milioni e mezzo di visualizzazioni, record italiano di stream in un solo giorno e al quinto posto della top 50 mondiale. Per capire le dimensioni del fenomeno, «Insuperabile» non ha superato, scusate il gioco di parole involontario, il milione. Come a dire che, anche se è vero che Elisa ha un giorno in meno di esposizione essendosi esibita nella seconda serata, il pubblico della piattaforma sembrerebbe al momento non avere dubbi su chi debba vincere il Sanremo 2022.

Qualcosa si muove persino nella terra dei cachi, e se la rivoluzione, vabbè, non esageriamo, la riforma nella terra dei cachi, sempre stata un paese per vecchi, è iniziata con il secondo mandato di Baglioni, Amadeus, ormai in pieno ter, ha messo a fuoco una formula che funziona: ha aperto ai giovani divi del momento senza temere che i protagonisti di ieri o di avant’ieri potessero rinunciare alla tenzone temendo la concorrenza, ha valorizzato i suoni del momento, trap in testa. Ma, soprattutto, ha cercato personaggi che potessero rappresentare la fluidità della Generazione Z. Achille Lauro che bacia Boss Doms, l’anno scorso Madame, quest’anno il duetto no gender tra i già citati Mahmood & Blanco parlano di inclusività, parola d’ordine dell’opinione pubblica juniores, che ritrova sul palco dell’Ariston le proprie canzoni e le proprie idee.

Il tutto fa bene a Sanremo, ma fa bene anche alla discografia, che ormai approfitta della kermesse, puntando al risultato, anche perché il Festival è diventato solo una prima vetrina, un annuncio del progetto che verrà. Non ci sono album in uscita, se non repack (Rkomi, Achille Lauro), antologie (Giovanni Truppi), approdi all’edizione fisica (Ditonellapiaga), addirittura 45 giri in vinile (Morandi, Emma, Ana Mena). In arrivo ci sono, è vero, i dischi di Elisa (il doppio «Ritorno al futuro/Back to the future»), Giusy Ferreri, Fabrizio Moro (un ep) e Irama, ma sono le eccezioni che confermano la regola, come Ranieri, che annuncia per aprile (come Dargen D’Amico) il suo nuovo album di inediti, arrangiato da Gino Vannelli, con un inedito di Ivano Fossati, un brano di Pino Donaggio scritto insieme a Pacifico e uno di Giuliano Sangiorgi. Perché non si vive di sola generazione Z.
 

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