Scandone, la Fase 2 inizia con i pallanuotisti della Cesport

Cesport
I primi a tuffarsi. Liberi, spensierati, sorridenti. Attendevano il momento con trepidazione. I giocatori gialloblù si sono ritrovati nell’impianto di Fuorigrotta,...

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I primi a tuffarsi. Liberi, spensierati, sorridenti. Attendevano il momento con trepidazione. I giocatori gialloblù si sono ritrovati nell’impianto di Fuorigrotta, Cesport prima squadra di pallanuoto a tornare alla Scandone. Allenamento senza pallone nel pieno rispetto delle linee guida prescritte. I ragazzi si sono rivestiti sugli spalti, senza accedere agli spogliatoi né utilizzare le docce. Genitori all’esterno, ben disposti nell’attesa e risollevati nell’accompagnare i propri figli. A dirigere la sessione sul piano vasca Alessandro Femiano, capitano della prima squadra, in maglia gialla e con mascherina, come si conviene. «Felici di ritornare in acqua dopo tre mesi di reclusione forzata. C’è tanta voglia di ripartire», dicono i giovani atleti, «ritornati alla vita». Clorata of course.


All’ombra del Vesuvio lo sport riparte (gradualmente) in sicurezza. Distanziati ma uniti. In 26 nelle 8 corsie. Immersione nella (quasi) normalità. Con dispenser all’ingresso e rilevazione della temperatura tramite il termoscanner, pratica ormai necessaria.

«I ragazzi sono il motore e il futuro della pallanuoto. Auspico la conclusione dei campionati giovanili, così come il blocco delle categorie. Nel mentre abbiamo ripreso ad allenarci», spiega il presidente Giuseppe Esposito, che segue dalla gradinata la prima seduta dopo l’estenuante lockdown.

«2020 da considerarsi anno zero dal quale ripartire. Nulla sarà come prima, si cambia necessariamente registro. Prioritario sarà il movimento giovanile, sul quale servirà concentrare attenzione e impegno», ammette Esposito.

Difficoltà evidenti. «Nessuno ci ha teso una mano, andiamo avanti con sacrificio e passione. Non è certo una novità», sottolinea il patron gialloblù. Lo sport deve acquisire centralità nello sviluppo del sistema Italia: lo impongono ragioni sanitarie, culturali, sociali. Naturalmente agonistiche.
 
Misure. «E’ doveroso pensare al sostegno delle società, vera spina dorsale del movimento: senza la base non ci può essere il vertice», conclude Esposito.  


Lunedì 8 giugno gli atleti di interesse nazionale potranno utilizzare la vasca esterna della Scandone, a distanza di 11 mesi dalle Universiadi. Molto più di una «liberazione». La Fase 2 entra nel pieno. Finalmente.
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Il Mattino