Addio ad Antonio Sarubbi, erede di Giustino Fortunato

di Vittorio Paliotti

Per molti, e dunque per i più superficiali, rimane il maggior studioso del grande meridionalista Giustino Fortunato; ma i più attenti sanno che è stato lui stesso un meridionalista di forte spessore, sempre documentato sugli strambi viavai del Sud quanto dei danni che, da qua e da là gli vengono inferti. Si è spento ieri, all’età di ottantadue anni, lo storico Antonio Sarubbi, a lungo direttore di cattedre alla facoltà di Scienze Politiche dell’ università Federico II di Napoli; ed ora sì che il meridionalismo può dirsi veramente orfano. Menomale, dunque, che di Antonio Sarubbi, già autore di decine di opere di saggistica, sia imminente l’uscita di tre nuovi libri, uno dei quali dedicato, appunto, ad aspetti ancora inesplorati di Giustino Fortunato. L’insegnamento di Antonio Sarubbi, è il caso di dire, non si è affatto arrestato. Particolarmente felice il titolo di uno di questi libri di imminente uscita: «Giustino Fortunato e il suo salotto di via Vittoria Colonna».



È tradizione che agli studi meridionalistici, anche se incentrati a Napoli, abbia spesso dato il suo maggiore e più costruttivo apporto la Basilicata, e fu appunto qui, città di Stigliano, che nel 1933 ebbe i suoi natali Antonio Sarubbi. Lucano purosangue, dunque, Antonio Sarubbi, e pienamente consapevole, quindi, dei problemi che affliggevano la meno fortunata delle regioni del mezzogiorno italiano. E che lui affrontò fin da giovanetto in pubblicazioni tuttora esemplari. Professore inizialmente nell’università di Cosenza e poi all’università Federico II, accademico pontaniano, Sarubbi pubblicò non solo una ormai notissima «Storia delle dottrine politiche», ma affrontò temi difficili per la loro stessa natura.



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Lunedì 15 Giugno 2015, 08:14 - Ultimo aggiornamento: 15-06-2015 08:55




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