Napoli. Strage di via Caravaggio: sul luogo del delitto il dna dell'imputato assolto

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di Giuseppe Crimaldi

Trentanove anni dopo il terribile massacro che portÚ alla morte di un'intera famiglia si torna a parlare della strage di via Caravaggio.



I risultati sono contenuti in un fascicolo che √® gi√† stato consegnato alla Procura della Repubblica di Napoli: su alcuni reperti esaminati nei mesi scorsi dagli esperti dell’Unit√† Delitti Insoluti della Polizia di Stato sarebbe stata evidenziata la presenza del dna di Domenico Zarrelli, che venne indiziato del delitto e poi √® stato assolto con formula piena dalla Cassazione.



Quattro cicche di sigaretta e uno straccio da cucina: sono questi i reperti sui quali gli esperti della task force del Viminale che si occupano dei cosiddetti "cold case" avrebbero riscontrato i cromosomi di Zarrelli. Il caso sarà archiviato in quanto non si può procedere neiconfronti di un indiziato già assolto.



Le tracce, secondo quanto si è appreso,sarebbero state individuate su diversi reperti, tra cui uno strofinaccio insanguinato e mozziconi di sigaretta. Gli accertamenti, eseguiti dalla polizia Scientifica di Roma e di Napoli, sarebbero stati ultimati da circa un anno, ma solo ora sono emerse conferme dalle maglie dello stretto riserbo imposto dagli inquirenti. Un riserbo che si spiega anche con il fatto che l'indiziato non può esercitare il diritto di difendersi

in un processo. Vale infatti il principio del ¬ęne bis in idem¬Ľ, ovvero il divieto di processare due volte una persona (in caso di assoluzione) per lo stesso

fatto.



Il delitto avvenne nella notte tra il 30 e il 31 ottobre 1975 in un appartamento di via Caravaggio, nella zona tra il Vomero e Fuorigrotta. E fu un caso che destò orrore e scalpore all'epoca. Vennero uccisi - prima tramortiti con un corpo contundente mai ritrovato e poi sgozzati con una grossa lama - Domenico Santangelo, 54 anni, capitano di marina mercantile in pensione, la sua seconda moglie, l'ostetrica Gemma Cenname, 50 anni, e Angela

Santangelo, 19 anni, figlia dell'ex capitano.



La scoperta dei corpi privi di vita avvenne solo una settimana dopo, l'8 novembre, dalla polizia, alla quale si erano rivolti i familiari delle vittime

preoccupati per l'assenza di notizie. A fare la macabra scoperta furono i vigili del fuoco dopo che erano riusciti a entrare nell'abitazione. I cadaveri di marito e moglie erano nella vasca da bagno, dove fu rinvenuto anche il cane Dick, ammazzato anch'esso

dall'assassino.



Per il triplice omicidio fu accusato Domenico Zarrelli, appartenente a una nota famiglia di professionisti (da detenuto prenderà la laurea in legge ed eserciterà l'attività di penalista). Il processo di primo grado, fondato su indizi, si concluse con la condanna all'ergastolo. L'imputato fu assolto in appello a

Napoli e, dopo l'annullamento della sentenza da parte della Cassazione, nuovamente assolto con formula piena dalla Corte di Assise di Appello di

Potenza. Sentenza confermata nel 1985 dalla Cassazione. Solo nel 2006 Zarrelli ottenne dallo Stato il risarcimento per danni morali e materiali derivanti da ingiusta detenzione.



Il caso fu riaperto nell'ottobre del 2011, dopo che un anonimo inviò in Procura un dettagliato esposto nel quale erano addirittura indicati i numeri degli scatoloni nei quali cercare i reperti da sottoporre a esame del dna. L'allora procuratore aggiunto Giovanni Melillo delegò nuove indagini alla Scientifica di Napoli, che recuperò negli archivi del Tribunale i corpi di reato archiviati (trovati incredibilmente ancora in buono stato di conservazione). Il fascicolo è al vaglio del pm Luigi

Santulli, coordinato dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli.
Giovedì 28 Agosto 2014, 11:57 - Ultimo aggiornamento: 30 Agosto, 08:34
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5 di 19 commenti presenti
2014-08-30 11:30:00
Come quasi sempre accade la verit√† processuale non corrisponde .. Concordo con tutti i commenti sotto indicati. Come quasi sempre accade nei tribunali la verit√† non corrisponde ( anche solo parzialmente o completamente) alla verit√† vera di ci√≤ che accade. In Italia poi alla faccia dei principi di diritto i giudici interpretano....legiferano....dando giudizi diversi su medesimi fatti e quando dovrebbero rigettare o dichiarare inammissibile certi istanze per vuoto normativo o perch√© la Costituzione dice diversamente ( vedi adozione riconosciuta per due lesbiche) LEGIFERANO. Anche Zarrelli ne e' un esempio. Il suo DNA sugli strofinacci insanguinati non lascia possibilit√† di difesa...altro che come dice lui....non si pu√≤ difendere. Bravo il fratello avvocato perch√© ha esercitato il diritto costituzionale riconosciuto della difesa e nessun rimprovero a mio avviso gli si pu√≤ muovere, altro e ' invece per il " presunto" assassino Domenico Zarrelli. Che difesa vorrebbe inventare oggi? Che si √® dimenticato di riferire all'epoca che si era tagliato nell'aprire una lattina di birra nell'andare a trovare la zia una delle varie volte che era andato...? Il DNA non mente! Le vittime invece per loro nessuno di noi le menziona, una ragazza di 19 anni vi rendete conto? Nuda appoggiata sul letto dopo essere stata uccisa....la zia di appena 50 anni con il marito poco pi√Ļ grande nella vasca da bagno pieni di coltellate.....pace a loro ancora una volta ed almeno moralmente possano ora riposare in pace.
2014-08-30 10:22:00
Ricordo perfettamente.. Ricordo questo triplice omicidio molto bene..Avevo 17 anni e abitavo , si può dire, a pochi metri da luogo in cui fu commesso..Fi dal primo istante il sospettato numero uno, fu Zarrelli, allora studente fuoricorso in giurispudenza, nipote della Cenname. Pare fosse dedito alla bella vita, frequentava night, viaggiva in uorisrie , giocava ecc. [cose che a quei tempi non si perdovano ad uno studente fuoricorso seppur appartenente ad un'ottima famiglia]. Per questi motivi chiedeva dei soldi in prestito allazia, che nell'ultimo priodo antecedente il delitto,pare ,glieli avesse rifiutati...S'èdettopure che santangelo, prestasse soldi ad usura e fosse implicato in bruti affari..Ora spunta fuori, dopo quasi 40 ani che sui repeti sono state trovate tracce del dna dello Zarrelli,oggi noto avvocato.. Ora, viene fuori pure che una lettera anonima , inviata alla redazione del "Mattino", indica dove sarebbe nascosta l'arma del delitto...La persona che scrive , ammesso sappia lla verità,dev'essere x forza un complice dell'assassino ,o qualcuno che all'epoca dei fatti ha visto qualcosa.. Perché si fa vivo sollo ora? Siamo certi che non sia Zarrelli, il quale, saputo che hanno trovatoil suo dna suglui strofinacci ecc, preso da crisi di coscienza non voglia far riaprire il caso?(Tantolui, credo, non rischierebbe nulla, xkè è stato assoltoin via definitiva, bisogrebbe fare un altro processo] In quasi 40 anni su questa storia sono state dette molte cose..la verità non verrà a galla ormai..
2014-08-29 09:28:00
Solo una domanda : si può vivere serenamente, senza rimorso interiore, se preferite, per tanti anni dopo avere compiuto un omicidio plurimo?
2014-08-29 07:36:00
i reperti Ma se i reperti vanno conservati per sempre una ragione ci dev'essere. Riaprire il processo e condannare l'imputato subito . Due sono le cose o sono stati incapaci e asini i primi o i secondi. In questi casi sarebbe meglio dire ni !
2014-08-28 23:47:00
Un solo cognome: ZARRELLI Viene finalmente a galla una verità strenuamente celata dell'assassino e da chi lo ha difeso, vale a dire il di lui fratello, avvocato certamente a conoscenza della verità ma senza alcuna etica professionale nè morale. Il " ne bis in idem" non dà scampo, ma certo il PM procedente bene ha fatto non potendo sapere da prima gli esiti dell'esame del DNA. Chi ha vissuto quegli anni ha sempre saputo la verità, ma il corso della giustizia è altra cosa. Rivedete su youtube la puntata di Telefono Giallo in cui l'assassino ed il di lui fratello con arroganza e tracotanza esprimevano i propri concetti. Una vergogna! Ed addirittura questo assassino ha tolto dalle tasche degli italiani 500mila euro quale risarcimento per ingiusta detenzione (anche in questo caso assistito dal di lui fratello Mario zarrelli). Ora si trovi un rimedio di giustizia, perché la morale e la verità vera hanno già vinto!

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