Napoli, il dramma dell'assessore Daniele: uccisi sorella e nipote

di Daniela Limoncelli e Maria Pirro

Ha sparato alla moglie e al figlio, appena diciassettenne. Nel sonno. Poi si è tolto la vita. Due atroci delitti, un tragico suicidio. Una storia della disperazione. Nicola, diciotto anni ad ottobre, è stato trovato nella sua stanza, rannicchiato sotto un lenzuolo. Forse, lo avrebbe coperto, dopo averlo ammazzato, proprio lui, Cesare Cuozzo, 53 anni, bidello in pensione. Un ultimo gesto di pietà, forse d'amore. Nell'altra camera da letto, il corpo di Anna, la sorella di 51 anni dell'assessore comunale alla Cultura, Nino Daniele. Dopo aver sparato alla sua adorata moglie, si è seduto sul letto. Un ultimo colpo di pistola, ed è morto anche lui. Così si sarebbe consumata la tragedia, stando almeno alle prime ricostruzioni dei carabinieri arrivati sul posto, coordinati dal colonnello Francesco Rizzo, comandante del reparto operativo, e con il pm Sergio Amato, ex Dda. Ma l'esatta dinamica potrà essere ricostruita, nei dettagli, soltanto dopo che saranno effettuati tutti i rilievi degli uomini della Scientifica dell'Arma. I militari hanno trovato nella casa una pistola, una Smith and Wesson calibro 38. A ritrovare i corpi della famiglia, la sorella della vittima. Vive sullo stesso pianerottolo, a San Giovanni a Teduccio, in via Ammiraglio Aubry.







La donna ha le chiavi di casa della sorella. Era da lunedì che continuava a chiamarla, ma senza mai ricevere alcuna risposta. Ed è stato così che, ieri sera, intorno alle otto, ha deciso di entrare nell'appartamento per vedere che cosa fosse accaduto. La tragedia, è stato scoperto, sarebbe avvenuta nella notte tra lunedì e martedì. Subito la donna ha chiamato i carabinieri. Poi, ha avvertito il fratello. L'assessore Nino Daniele era ancora al lavoro nel suo ufficio a Palazzo San Giacomo. Aveva da poco terminato di scrivere un comunicato per la stampa sull'Estate a Napoli. «Mi raccomando a tutti - aveva appena terminato di dire al suo staff - ho molto a cuore, per i napoletani, questa manifestazione». La telefonata, la corsa nell'appartamento in via Aubry. Distrutto dal dolore, l'assessore non è rimasto lì troppo a lungo. Il sindaco, Luigi de Magistris, si è detto «sconvolto per la tragedia che ha colpito la città e l'assessore comunale Nino Daniele».



Sui social network una pioggia di messaggi di cordoglio ha invaso, in poche ore, la bacheca dell'assessore. Stando a una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri, sembra che Cesare Cuozzo fosse in cura da tempo per problemi psichici.



Una forte depressione che, secondo elementi raccolti dagli inquirenti, sarebbe scoppiata dopo che l'ex bidello avrebbe scoperto di avere una grave malattia che lo ha costretto al pensionamento anticipato. «Si sentiva - dicono i vicini - sfuggire la vita di mano e aveva il terrore di lasciare soli la moglie e il figlio». Da qui, la depressione avrebbe avvolto la sua vita e armato la sua mano. Nicola appena il 12 luglio, alle due e mezza di notte, aveva scritto una frase di Corto Maltese su Facebook che, a rileggerla ora, dopo l'accaduto, sembra un triste presagio: «Quando ero bambino mi accorsi che non avevo la linea della fortuna sulla mano. Così presi il rasoio di mio padre e zac! Me ne feci una come volevo».
Giovedì 16 Luglio 2015, 08:18 - Ultimo aggiornamento: 17 Luglio, 08:51
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP