Nola. Leandra colpita a caso da un folle con l'ascia: è in coma

Sabato 21 Novembre 2015 di Carmen Fusco

Nola. Un raptus. Il gesto di un folle. Commesso da un giovane che già in passato aveva aggredito sua sorella e per questo era stato arrestato. Pasquale Rubino, il ragazzo di 21 anni che venerdì ha ridotto in fin di vita la povera Leandra Romano, 26 anni, non ce l’aveva con lei, anzi non la conosceva nemmeno: quando le si è avventato contro colpendola alla testa con un’ascia potrebbe aver creduto di accanirsi contro un’altra persona.

La giovane praticante commercialista di Brusciano che versa in condizioni disperate al Policlinico federiciano si è trovata per un brutto scherzo del destino nel luogo in cui è stata aggredita. Stava tornando a casa dopo aver finito di lavorare nello studio di un commercialista di via Pietro Vivenzio e invece di fermarsi alla stazione della Circum ha proseguito per un centinaio di metri. Aveva appuntamento con un’amica che le avrebbe dato uno strappo fino a Brusciano: lo squilibrato che le ha teso l’agguato non avrebbe potuto saperlo. Eppure era appostato lì, nei pressi di un laboratorio di analisi, a pochi metri dal commissariato di pubblica sicurezza, confuso tra le bancarelle del torrone della festa di San Felice.

Quando ha visto Leandra arrivare è sceso dall’auto e l’ha colpita con l’ascia. Poi è scappato a bordo della sua Citroen nera, tornando a lavorare - da qualche mese faceva servizio in una pizzeria - per crearsi un alibi lasciando i passanti e gli automobilisti che camminavano lungo via Napolitano sgomenti e sbigottiti. Sono stati allertati i soccorsi, qualcuno ha preso il numero di targa ed ha avvertito la polizia che nel giro di mezz’ora lo ha fermato e condotto in quel commissariato che si trova a poca distanza da casa sua. Una lunga notte di interrogatori, da parte degli investigatori che lo hanno identificato ed incastrato mettendolo soprattutto in condizione di non fare più del male. Un faccia a faccia davanti ai magistrati della Procura di Nola, diretta da Paolo Mancuso. A seguire da vicino il caso lo stesso capo della procura nolana. Gli agenti della polizia guidati dal primo dirigente Giovanni Mandato hanno perquisito l’auto dove il giovane aveva lasciato l’ascia insanguinata. Tutte le prove sono contro lui, che però continua a negare. Lo scenario, le modalità dell’aggressione, le numerose testimonianze raccolte non lascerebbero spazio ai dubbi sulla colpevolezza del giovane fermato.

Che, tra l’altro, ha una storia di disturbi psichici e violenze in familiari. Non molto tempo fa era già stato arrestato per un’aggressione alla sorella; un mese fa era stato sottoposto anche a un trattamento sanitario obbligatorio, poi era tornato a casa. Sconvolta l’intera comunità che ieri ha accolto l’appello del vescovo Beniamino Depalma è si è unita alla processione del busto del santo patrono pregando per la vita di Leandra. Stop anche ai fuochi d’artificio previsti per la festa di San Felice. L’amministrazione comunale ha annullato lo spettacolo per testimoniare la propria vicinanza alla giovane donna oltre che alle vittime dell’attentato terroristico che si è consumato a Parigi. Lacrime di rabbia e dolore tra i conoscenti e i colleghi di lavoro della giovane professionista: «Una ragazza d’oro, una gran lavoratrice che non si risparmiava e che cercava in ogni modo di aiutare la sua famiglia».

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 11:09