Vesuvio, l'allarme dei vulcanologi scatena le polemiche. Protezione Civile: «I piani di emergenza esistono»

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Settantuno anni dopo il Vesuvio potrebbe tornare a eruttare? A lanciare l'allarme sono due vulcanologi italiani, Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo che, in uno studio pubblicato su “Nature”, tornano a parlare della pericolosità del vulcano che domina il Golfo di Napoli. Secondo i due studiosi, una sacca magmatica ospitata in una caldera a una profondità di 10 chilometri tra il Vesuvio e i Campi Flegrei potrebbe risalire in superficie dando luogo a una eruzione.



«Nonostante gli allarmi lanciati da studiosi e scienziati di tutto il mondo i vertici della Protezione Civile Nazionale guidati prima da Bertolaso e poi da Gabrielli non hanno realizzato o aggiornato i piani di evacuazione»: lo afferma il consigliere regionale della Campania Francesco Emilio Borrelli (Davvero Verdi) che riferisce degli studi dei vulcanologi Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo sui rischi di eruzione tra il Vesuvio e i Campi Flegrei. «Il Piano del Vesuvio - afferma Borrelli - non è stato mai aggiornato in modo concreto informando le popolazioni locali. Quello dei Campi Flegrei non esiste per non parlare di quello di Ischia mai neanche ipotizzato. Invece il Ministero dell'Ambiente vorrebbe autorizzate trivellazioni per realizzare impianti geotermici in zone come i Campi Flegrei ad altissima densità abitativa o mete turistiche». «Con la Regione Campania - aggiunge - ci faremo promotori di un new deal affinché i piani vengano realizzati. Nelle more e' impensabile trivellare o fare esperimenti pericolosi nelle caldere dei vulcani».



«I piani di emergenza, che non sono strumenti calati da Roma ma il risultato del lavoro congiunto di tutti i livelli territoriali, per Vesuvio e Campi Flegrei esistono, da anni, e sono entrambi attualmente in corso di aggiornamento». Così, con una nota, il Dipartimento della Protezione Civile risponde al consigliere regionale della Campania Francesco Emilio Borrelli (Davvero Verdi) che, in un comunicato, ha sostenuto la mancanza di piani di evacuazione da adottare nell'eventualità di un'eruzione tra il Vesuvio e i Campi Flegrei. «In particolare - prosegue la Protezione Civile - come ogni cittadino che sia davvero interessato all'argomento e non solo per fare strumentale polemica può approfondire nelle sezioni dedicate sul sito istituzionale www.protezionecivile.gov.it, negli ultimi anni, non senza difficoltà, il Dipartimento nazionale, in stretto raccordo con la struttura regionale di protezione civile e con l'INGV, ha avviato numerose attività per l'aggiornamento della pianificazione: ridefinizione delle zone rosse sulla base del nuovo scenario scientifico di riferimento, aggiornamento a tutti i livelli dei numerosi elementi di cui si compone il piano globale, ridiscussione con le Regioni dei gemellaggi, individuazione di una corretta veste giuridica per la pianificazione finale. Per non parlare dei corsi di formazione per i tecnici comunali, per il personale delle strutture operative territoriali e delle componenti del sistema di protezione civile coinvolte quotidianamente nelle attività di preparazione e pianificazione». «Per il Vesuvio, - continua il comunicato - a valle della pubblicazione della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri che stabilisce definitivamente la nuova zona rossa per l'area vesuviana, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile ha recentemente emanato le indicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio Nazionale per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell'evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa (pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 31 marzo scorso), decreto che sta guidando i lavori dell'intero servizio nazionale di protezione civile in questi mesi. Nel frattempo, nel febbraio di quest'anno la Regione Campania ha approvato anche la nuova delimitazione della zona gialla della pianificazione nazionale». «Anche per i Campi Flegrei, - conclude la Protezione Civile - per i quali la Regione Campania ha approvato sia la nuova zona rossa sia, con la delibera n. 175 di aprile, la zona gialla si seguirà l'iter giuridico-normativo previsto per il piano di emergenza per rischio vulcanico al Vesuvio».
Sabato 22 Agosto 2015, 20:37 - Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 16:53
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3 di 3 commenti presenti
2015-08-24 13:25:44
Vedere alzare il suolo dei Campi Flegrei di 30 cm in dieci anni, se ho ben capito, è certamente preoccupante. Ma prima di una eruzione immagino vi sarebbero delle scosse telluriche che fanno pensare ad una risalita del magma. In tal modo immagino che vi siano non poche ore, se non giorni, per potere evacuare la zona. Il problema credo sia proprio la zona rossa, gli abitanti non sembrano credere alla probabilità di una eruzione. Non solo non vanno via, ma pare che costruiscano abusivamente nuove abitazioni. Dirò, allora, che Nostradamus prevede l'eruzione del Vesuvio fra la fine del 2015 e la primavera del 2016. Ma chissà in quale mondo parallelo lo ha visto! Speriamo, in fine, ma non ultimo, che una eventuale eruzione ci sia in primavera. Senza le piogge dovrebbe essere più facile evacuare. E se si facesse una tendopoli, il clima mite sicuramente aiuterebbe chi ci vive.
2015-08-23 10:09:47
questo piano di evacuazione» mi fa proprio ridere . lo sanno il Dipartimento della Protezione Civile che almeno una volta (come lo fanno in altre nazione ) dovrebbero far fare alla popolazione locale una esercitazione (che qui non sanno neanche che cosa sia) per far capire loro come si devono comportarsi in caso di pericolo?
2015-08-23 06:21:23
Certo che esistono,e,da lontana memoria anche. A Napoli,e` tutto e sempre una emergenza,talmente tale che non ci facciamo neanche piu` caso,e` diventata routine.Lo avete il piano antiroutine?

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