Napoli. San Gennaro, sangue sciolto a metà per Papa Francesco: «Convertiamoci affinché ci voglia bene di più»

Sabato 21 Marzo 2015 di Marco Perillo
Napoli. San Gennaro, sangue sciolto a metà per Papa Francesco: «Convertiamoci affinché ci voglia bene di più»

Il sangue di San Gennaro si è sciolto a metà per Papa Francesco nel Duomo di Napoli durante la sua visita in città. «San Gennaro vuole bene al Papa e a Napoli» ha esultato il cardinale Crescenzio Sepe. Ma in quel momento il Pontefice ha commentato: «Si vede che il santo ci vuole a metà e dobbiamo convertirci tutti affinché ci voglia bene di più».

Si tratta di un accadimento storico poiché è la prima volta che il sangue del martire campano si scioglie davanti a un successore di Pietro (salvo la leggenda, basata su una vox populi, del prodigio davanti a Pio IX).

Papa Francesco, acclamato dalla folla, è entrato nella cattedrale di Napoli alle 15. Sull'altare è stato subito esposto il reliquiario contenente il sangue di San Gennaro, che il Pontefice ha maneggiato al termine del suo incontro, benedicendo la folla.

Momenti di grande simpatia e spontaneità nel Duomo, fin dai primi istanti. In cattedrale ad accogliere Francesco erano presenti 66 suore di clausura. «Le ho lasciate uscire per incontrarla» ha spiegato l'arcivescovo di Napoli. Il porporato non ha fatto in tempo a concludere che le claustrali hanno accerchiato letteralmente il Papa e gli hanno fatto festa intorno. «Sorelle dopo», ha contenuto scherzosamente l'entusiasmo delle suore Sepe.

Poi le parole - forti - di Francesco ai religiosi: «Quanti scandali nella Chiesa e quanta mancanza di libertà per i soldi! Io ho preparato un discorso, ma sono noiosi i discorsi - ha esordito il Pontefice -. Preferisco rispondere ad alcune cose. Una suora molto anziana mi ha chiesto una benedizione articulo mortis per andare ad aprire un convento lontano. Questo è lo spirito della vita religiosa. Bisogna essere sempre in cammino. La testimonianza è camminare sulle strade di Gesù. Se il centro della vita è Gesù tutto cambia. Se ce l'ho contro il vescovo o il parroco, tutto ciò è perdere la vita. Lasciare la famiglia e l'amore coniugale non è testimonianza. Se voi religiosi non avete Gesù al centro della vita, ritardate l'ordinazione. Il cardinale mi ha regalato un libro di Sant'Alfonso Maria de Liguori, lì ci sono storie della Madonna. E ci spiega come ci porta a Gesù. Altra testimonianza - ha proseguito il Santo padre - è lo spirito di povertà. Esaminate le coscienze: 'Come va la mia vita di povertà?'. Anche nelle piccole cose. Abbiamo dimenticato le opere di misericordia. La gioia che la mia vita sia piena, che ho scelto bene, che il Signore sia fedele a me, vi deve accompagnare sempre».

«Chi chiacchiera è un terrorista, che butta bombe e distrugge gli altri» ha tuonato infine il Pontefice contro l'atteggiamento di chi mette zizzania attraverso le chiacchiere. E non le ha mandate a dire: «Il diavolo - ha spiegato - ci tenta sempre con gelosie, invidie, lotte interne, antipatie. Tante cose che non ci aiutano a fare una vera fratellanza se noi diamo testimonianza di divisione».

E la precisazione: «Mi permetto di parlare di terrorismo delle chiacchiere perchè quello che chiacchiera è un terrorista che butta una bomba e distrugge». Francesco, per spiegare il concetto tanto forte,è ricorso ad una iperbole: «Almeno facesse il kamikaze», intendendo il terrorista che con la sua azione distrugge se stesso, «ma le chiacchiere distruggono gli altri» ha insistito Francesco che ha invitato a dire ciò che non va «in faccia alla persona. Sennò lo dici ad una persona che può rimediare. Le chiacchiere sono il terrorismo della fraternità diocesana, sacerdotale, di tutta la comunità religiosa».

Ultimo aggiornamento: 16:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA