Alina, la barista rumena che ha ucciso il rapinatore italiano: «Questo delitto non mi appartiene»

Alina Elisabeta Racu
di Laura Bogliolo

ROMA - Anche ieri era lì, nel bar dove ha visto la morte negli occhi in quel tardo pomeriggio che rimarrà per sempre nelle pagine dei ricordi più bui della sua vita. Alina Elisabeta Racu ha avuto la forza di tornare nel Coffee Break di via Hermada riaperto dopo giorni di serrande abbassate. Una busta nera dell’immondizia «per fare le pulizie» dice uno dei proprietari del bar che sbarra subito la strada a occhi indiscreti: «Siamo sconvolti - dice riportando le parole di Alina - quello che è successo non è una cosa che appartiene a noi, né a lei, lasciatela stare, è stremata, vuole pensare solo alla sua famiglia, vuole uscire da un incubo». Romena, 40 anni, da oltre 10 in Italia, Alina viene descritta come una «gran lavoratrice, la prima ad arrivare al bar e l’ultima ad andarsene, una persona serissima, è anche una bravissima mamma» racconta Angela Carvelli, ristoratrice.



Alina ieri era nel bar ad aiutare i proprietari a ripulire, a cacciare via le tracce di quell’orribile pomeriggio fatto di spari, pallottole conficcate sul muro, grida di terrore e sangue. Alina ha accoltellato uno dei rapinatori, morto dopo poco. «Vogliamo solo un po’ di tranquillità - continuano a ripetere i proprietari - ancora non sappiamo se riapriremo, ma intanto vogliamo sistemare il nostro locale, siamo ancora tutti sotto choc». Alina intanto è fuggita via, è entrata nel bar e si è rifugiata in un angolo, perché non vuole parlare, non vuole ricordare. Ha il volto un po’ gonfio, ha pianto tanto e anche ieri continuava a versare lacrime per quel maledetto giorno che le ha cambiato la vita. «Si è sempre fatta rispettare, è una donna molto forte, che ha sempre e solo pensato al lavoro e alla sua famiglia» raccontano i pescatori di via della Torre Clementina, dove Alina ha lavorato in un bar per anni.
Domenica 16 Febbraio 2014, 17:18 - Ultimo aggiornamento: 16-02-2014 17:20




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