Norman Atlantic: morti annegati camionisti napoletani

Nella foto da sinistra Rinaldi, Liccardo e Balzano
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(hanno collaborato Luigi Roano e Marisa La Penna)







Sono stati formalmente riconosciuti i due autotrasportatori napoletani Michele Liccardi di 32 anni e Giovanni Rinaldi di 34 anni vittime del naufragio della Norman Atlantic. I familiari, che avevano riconosciuto i propri cari già sulla base delle fotografie fornite dalla nave San Giorgio che trasportava i corpi, hanno ufficialmente riconosciuto questa mattina le due salme portate nella notte nell'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari. I parenti del terzo campano disperso, il 57enne Carmine Balzano, non hanno invece riconosciuto il proprio caro. Delle nove salme portate a Bari, al momento sono cinque le vittime identificate, tre delle quali ufficialmente riconosciute. Oltre ai due campani è stato riconosciuto anche il sacerdote georgiano. La Procura ha incaricato per le autopsie che saranno eseguite nei prossimi giorni i medici legali Alessandro Dell'Erba e Biagio Solarino. Mio padre non è tra i dispersi arrivati stanotte» dice Fabiana, la figlia di Carmine Balzano. «Mio fratello Mario è a Brindisi - conferma - e non ha riconosciuto il corpo che gli hanno mostrato stanotte».



«Mio marito è in Albania, cercate là, per piacere cercate là». È l'appello che lancia Maria, la moglie di Carmine Balzano, che era a bordo della Norman Atlantic, andato in fiamme domenica scorsa. «Era sulla scialuppa, mi ha telefonato da lì quella notte - dice - È in Albania, in stato confusionale, non fermate le ricerche».




La tragedia della Norman Atlantic, che a ora conta 11 decessi, colpisce direttamente Napoli. Due camionisti partenopei - secondo quanto si apprende - sono morti nel terribile rogo della nave ed un altro è disperso. I tre camionisti sono dipendenti della ditta Eurofish. A riconoscere i corpi i familiari. (Nella foto da sinistra Rinaldi, Liccardo e Balzano)



I tre napoletani stavano portando a termine un trasporto di pesce per i cenoni di Capodanno. Questi i loro nomi: Giovanni Rinaldi 34 anni (viveva a Sirignano nell'Avellinese) originario di Torre del Greco, Carmine Balzano 55 anni (DISPERSO) originario di Napoli e Michele Liccardo (nella foto) 32 anni originario di Villaricca. Tutti sposati e con figli.







I tre napoletani erano dipendenti della società EuroFish il cui amministratore, Pietro Avolio, è anche presidente del consorzio ittico napoletano. Avolio in queste ore è in viaggio verso Brindisi per l'identificazione dei tre cadaveri che si trovano a bordo della nave della Marina San Giorgio. I tre camionisti napoletani lavorano presso la sede di Mugnano della Eurofish, società con sedi a Napoli, Volla, Mugnano e in Spagna. Gli uomini della Capitaneria avrebbero mostrato ai parenti dei trasportatori le foto di due corpi recuperati a poca distanza dal traghetto.



Le vittime. I tre camionisti della EuroFish trasportavano regolarmente i prodotti sulla rotta Igoumenitsa-Bari a bordo dei traghetti della società SuperFast. In questo caso, però, hanno utilizzato la Norman partendo da Igoumenitsa con arrivo ad Ancona per questioni logistiche. I tre erano partiti in aereo il 26 con destinazione Igoumenitsa, lì hanno trovato i camion, hanno preso la merce (un carico di anguille) e si sono diretti verso il porto per salire a bordo del traghetto. L'arrivo era previsto per il 28 ad Ancona.



La prima dinamica. I due camionisti sarebbero morti per ipotermia. Dopo l'incendio avrebber chiamato Avolio (presidente della società EuroFish) dal gommone di salvataggio. Sarebbero infatti stati tra i primi a fuggire dalla nave. A causa del mare agitato il gommone si è ribaltato, facendo finire i tre in mare; poco dopo la morte per ipotemia. Questa è la ricostruzione più attendibile dei fatti. Al telefono con Avolio i tre hanno raccontato con parole di terrore quei momenti. Poco dopo la tragedia.



Dolore ai Quartieri Spagnoli. Uno dei tre camionisti - Carmine Balzano (disperso) - coinvolti nella tragedia della Norman Atlantic viveva ai Quartieri Spagnoli. Il cognato dell'uomo, Enzo Spina, ha riferito che i familiari non hanno riconosciuto il corpo («è irriconoscibile»). Il disperso, stando al racconto del cognato, viveva ai Quartieri Spagnoli e aveva ottenuto - dopo un periodo di disoccupazione - un contratto di un mese. Sposato e padre di tre figli, era partito in aereo da Napoli con gli altri alla volta della Grecia (dove li attendevano i tir). Il primo volo che doveva condurli in Grecia - racconta il cognato - è però stato costretto a rientrare in aeroporto a causa di un problema. Successivamente i tre sono riusciti a salire a bordo di un altro aereo e atterrare in Grecia, prelevare il carico e dirigersi verso il porto. Per una nuova e tragica coincidenza, però, la nave che avrebbe dovuto riportarli in Italia era già partita al loro arrivo in porto. Così - stando sempre al racconto del cognato - i tre sono stati costretti a prendere la nave successiva. Quella che li ha portati alla morte.
Martedì 30 Dicembre 2014, 11:26 - Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio, 16:32
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5 di 9 commenti presenti
2014-12-31 19:59:00
x gennix condivido il tuo pensiero che potrebbe essere stato qualche (ma quanti ne erano) clandestino ad accendere un fuocorello.Poi si è parlato molto del comandante che ha fatto ha detto, eroe ,ecc.ecc. non ha fatto altro ( se è stato fatto) il suo dovere, se fosse stato diversamente(vedi concordia) allora si può bla, bla, bla. Per la preparazione professionale dell'equipaggio nel gestire casi di pericolo è noto, ma non solo in questo caso, sono altamente scarsi.Per i soccorsi, troppa gente a cantare (comandare) troppe sigle e apparati dello Stato, ognuno ha le sue due o tre barchette, e vuole essere sempre in primo piano, oltre allo spreco di danaro per la getsione.negli states ma non solo, la sorveglianza delle coste è affidato ad un solo corpo di polizia la guardia costiera e nei casi di grave calamità interviene la Marina Militare se è richiesto l'intervento.
2014-12-31 12:06:00
La macchina dei soccorsi È stata imponente. Ma in ritardo, Troppo. Altrimenti si salvavano i camionisti.
2014-12-30 21:32:00
per Eddielosvelto: i morti erano in acqua e i clandestini nei tir Il fatto che siano tre camionisti i nostri tre morti non significa che erano a bordo del camion ad accendere fuochi.Non si può stare nel garage durante la navigazione. I nostri li hanno trovati altrove, in mare, catapultati dalla loro scialuppa che si è incagliata (così dice il cognato di uno di loro). Piuttosto, non è che qualche clandestino nascosto a bordo di qualche tir o nel cassone di qualche camion, abbia acceso un fuoco per scaldarsi dando inizio al tutto??????
2014-12-30 15:39:00
@ Ancora una nave italiana in emergenza..provoca decine di morti E anche in questo caso, dopo la Costa Concordia, il mondo si sta chiedendo il perche'. Perche' quindi un'altra nave italiana adibita a passeggeri e mezzi di trasporto ha provocato altre decine di morti, per un vasto incendio nella stiva? Sembra che la nave traghetto fosse strapiena ed e' certo che si e' trovata al centro di una burrasca marina con onde altissime. Riepilogando, il traghetto italiano partito dalla Grecia, trasportava circa 600 persone, cisterne piene di olio d'oliva, container, altri camion e decine di automobili. Che trovandosi inspiegabilmente a navigare nonostante un mare forza otto, nella stiva gli ormeggi non hanno retto ed e' scoppiato un incendio devastante. Di chi e' ora la colpa di tanti morti? di una nave sicuramente sovraccarica e dove erano state riscontrate anche anomalie di paratie malfunzionanti e altro? Dell'armatore che decide tutto? del Capitano che esegue perche' tiene famiglia o della solita infingardaggine del Paese che non riesce a usare i mezzi necessari per far rispettare le regole? Ora e' fin troppo chiaro che sul naviglio italiano, la gente non puo' piu' fidarsi, salvo farlo a proprio rischio e pericolo.
2014-12-30 13:56:00
ma com'è possibile tutti e tre gli autisti napoletani ... stavano allora nel punto dove è avvenuto l'incendio??

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