Rientro capitali, sì del Senato: è legge. L'autoriciclaggio diventa reato. Padoan: non è condono

Giovedì 4 Dicembre 2014
Rientro capitali, sì del Senato: è legge. L'autoriciclaggio diventa reato. Padoan: non è condono

Via libera definitivo del Senato, con 119 sì, 61 no e 12 astenuti, alla proposta di legge sul rientro dei capitali, che introduce anche il reato di autoriciclaggio. Il provvedimento è legge.

«Approvato anche rientro dei capitali e autoriciclaggio. È proprio #lavoltabuona», ha scritto il premier Matteo Renzi su Twitter. «La voluntary disclosure è legge. Non è un condono, perché chi aderisce paga tutto il dovuto. Grazie a tutto il Parlamento», ha aggiunto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

«Soddisfazione» il ministro la esprime poi in una nota in cui sottolinea che «si tratta di un provvedimento atteso da tempo ed equilibrato». L'intervento, continua il ministro, «è innovativo perché, rispetto alle precedenti misure per il rientro dei capitali, non è un condono in quanto l'imposta dovuta si paga per intero. Chi aderirà avrà una riduzione delle sanzioni amministrative e penali». La legge insiste Padoan si basa «sullo scambio automatico di informazioni e sulla fine del segreto bancario, che sono state adottate su iniziativa dell'Ocse, del G20 e dell'Ecofin sotto la presidenza italiana dell'Ue».

Con la nuova legge viene introdotto in Italia un reato che ad oggi non esiste: quello di autoriciclaggio. Il reato consiste nel reimpiegare, agendo anche per occultarne l'origine e l'impiego, il denaro o altro bene frutto di un altro reato che precedentemente commesso. Mentre il riciclaggio, insomma, presuppone l'azione di un altro soggetto che ricicla, nell'autoriciclaggio il soggetto dei due reati, quello cosiddetto presupposto che sta alla base e il successivo riciclaggio, è lo stesso.

Le pene previste nel testo sul rientro capitali sono il carcere da 1 a 4 anni quando il reato presupposto ha pene inferiori ai 5 anni di reclusione; il carcere da 2 a 8 anni e multa da 5mila a 25 mila euro negli altri casi. Secondo la formulazione del testo, commette autoriciclaggio chi, colpevole di un altro reato non colposo, sostituisce, trasferisce o impiega il denaro ottenuto in attività economiche o finanziarie e ne ostacola la identificazione. Questa condotta viene distinta dall'impiego di denaro frutto sì di un altro reato, ma usato per il «godimento personale» e in questo caso è prevista la non punibilità.

Questo aspetto ha sollevato diverse critiche in fase di stesura, ma viene introdotto per evitare di punire due volte uno stesso soggetto (per esempio, punire non solo per furto, ma anche per autoriciclaggio chi ruba per comprare un'auto). È previsto un aumento delle pene se il reato è commesso nell'esercizio di un'attività bancaria o finanziaria, e diminuita fino alla metà se il soggetto collabora nell'individuare prove e denaro.

Le disposizioni sull'autoriciclaggio di intersecano con quelle sul rientro dei capitali: è previsto infatti che chi riporterà i capitali in Italia, dovrà pagare le tasse che ha evaso e in parte le sanzioni pecuniarie, ma non sarà punito per i reati fiscali e gli altri reati connessi all'illecita esportazione all'estero, ma anche per il nuovo reato di autoriciclaggio.

Norme in materia di autoriciclaggio sono contenute anche in altri provvedimenti all'esame del Parlamento: il pacchetto anticorruzione e il testo sui reati contro la criminalità economica. E in quella sede potrebbero essere introdotte, e sono già state annunciate, modifiche e limature ad alcune delle misure contro l'autoriciclaggio approvate oggi.

Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 18:55