Daniele, le ultime ore nel racconto del fratello Nello

Pino e Nello Daniele
di Federico Vacalebre





Ha iniziato ad avvertire un malore ieri pomeriggio Pino Daniele e l'ha confessato, al telefono, al fratello Nello, fresco reduce da un intervento di bypass. "Fatti vedere al pronto soccorso", l'invito, "Passa vedrai, voglio sentire il mio cardiologo" la risposta, sperando di potersi affidare ad Achille Garspardone, con cui aveva appuntamento per una coronarografia.Poi crisi di vomito, un dolore al petto, la richiesta, verso le 21, di un'ambulanza fermata quando non era lontana dalla sua casa a Magliano in Maremma.



Il Nero a metà aveva deciso di raggiungere Roma, forse si sentiva meglio, voleva essere rassicurato dal medico che lo segue da tempo, dall'ambulanza lo avevano richiamato per capire meglio l'indirizzo, in campagna.







In macchina con lui la compagna Amanda ed un collaboratore, a metà strada il bisogno di fermarsi per cambiare una ruota bucata. Mezz'ora di ritardo sulla tabella di marcia, sembra fossero partiti dalla Toscana verso le 21.30. Arrivati in ospedale a Roma, al Sant'Eugenio, non c'era più niente da fare mortale: era in condizioni disperate. E' stato intubato, sottoposto a rianimazione cardiorespiratoria, ma inutilmente. L'artista «è giunto cadavere al

pronto soccorso», racconta Achille Gaspardoni,

«sono state fatte tutte le manovre di rianimazione ma Daniele era già morto».



Per ironia della sorte, sembra che stamattina avesse previsto un ricovero l'ospedale di Orbetello, programmato nei mesi scorsi per accertamenti.



L'ultimo dell'anno, in diretta su Raiuno, non era apparso in forma: aveva ammesso di essere stanco, volevo farsi controllare il cuore, sottoporsi ad un check up precauzionale. Il freddo dell'esibizione a Courmayeur non l'aveva aiutato.
Lunedì 5 Gennaio 2015, 13:51 - Ultimo aggiornamento: 05-01-2015 14:58
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5 di 11 commenti presenti
2015-01-06 20:12:00
Pino Anima Napoli Pino come Napoli vive oltre ogni tempo. La sua musica e le sue parole sono l'anima di questa unica e grande città. i suoi primi 60 anni sono stati una missione e, per quanto è stato capace di esprimere, il suo essere è stato sempre comunicare e mai apparire. La tua anima e in noi
2015-01-05 18:46:00
Continuiamo a farci del male Neanche in questi momenti riusciamo ad essere un vero popolo. La smania di protagonismo di qualcuno ci vieta di cercare di elaborare un lutto così devastante, semplicemente stringendoci gli uni agli altri. "Non amava Napoli", "l'ha usata solo per fare soldi e successo", "è scappato da Napoli", "ha fatto come Eduardo"… solo frasi ad effetto, vomitate da gentucola che non è e non sarà mai nessuno, men che meno "napoletani", gentina che cambierei molto volentieri con qualcuno della Val Brembana, perché essere napoletano non è un episodio anagrafico ma una filosofia di vita che nulla a che fare con l'illegalità, il vandalismo gratuito o il bullismo urbano. Accusare Pino o Eduardo di non amare Napoli e/o di averla usata solo per vantaggio personale, significa essere ignoranti nel pieno senso della parola. Ogni verso, ogni frase di questi due immensi artisti, sono un vero e proprio atto d'amore verso la nostra città. Perfino o soprattutto le cose negative dette e le scelte di vita fatte sono degli accorati allarmi di chi vede la propria amata prendere una strada senza uscita, e chi, chi vorrebbe vedere il proprio amore consumato crudelmente da un cancro fatto di incuria, di malaffare e di indifferenza ?
2015-01-05 18:27:00
purtroppo... Purtroppo la nostra città sotto molti aspetti e' molto ma MOLTO particolare, se avesse scelto di vivere a Napoli non avrebbe avuto più un solo minuto di privacy, e non sarebbe stato padrone di prendere un caffè al bar come un comune cittadino. Credo abbia sacrificato il proprio amore per la città pur di garantirsi un po' di privacy per se è per i suoi. Ho sempre amato le sue canzoni, un po' in segreto sinceramente, perché mi era antipatico come persona... Un saluto a lui ed alla sua famiglia, credo che la musica, l'Italia, ma soprattutto Napoli abbia perso un pezzo della propria anima. Ciao Pino.
2015-01-05 18:16:00
Purtroppo... Purtroppo la nostra città sotto molti aspetti e' molto ma MOLTO particolare, se avesse scelto di vivere a Napoli non avrebbe avuto più un solo minuto di privacy, e non sarebbe stato padrone di prendere un caffè al bar come un comune cittadino. Credo abbia sacrificato il proprio amore per la città pur di garantirsi un po' di privacy per se è per i suoi. Ho sempre amato le sue canzoni, un po' in segreto sinceramente, perché mi era antipatico come persona... Un saluto a lui ed alla sua famiglia, credo che la musica, l'Italia, ma soprattutto Napoli abbia perso un pezzo della propria anima. Ciao Pino.
2015-01-05 18:02:00
Pur amando la propria città... Premetto che ho sempre amato le sue canzoni pur non nutrendo simpatia per la persona. Volevo rispondere alle persone che affermano il fatto che lui non amasse la propria città perché viveva in Toscana...cari signori, non credo che un personaggio così amato da diverse generazioni avrebbe potuto conservare un solo briciolo di privacy nella sua città natale...non sarebbe stato libero neanche di prendere un caffè al bar. Era e sarà il cantante più amato a Napoli...un saluto Pino sei stato un grande.

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