CORONAVIRUS

Abruzzo, in arrivo duecento migranti: cinquanta in ogni provincia

Venerdì 31 Luglio 2020 di Tito Di Persio
Abruzzo, in arrivo duecento migranti: cinquanta in ogni provincia

In arrivo altri 200 migranti in Abruzzo: cinquanta ogni provincia. I Comuni interessati ad ospitare nella provincia dell’Aquila saranno: Canistro, dieci persone, venti a Civita d’Antino, i restanti a Pettino. Nella provincia di Pescara verranno mandati tutti a Moscufo; in quella di Chieti a Gissi ed a Civitella del Tronto a Teramo.

Alle 7 e 30 di ieri la nave dall’isola di Lampedusa ha sbarcato a Porto Empedocle, sulla costa siciliana. Sopra c’erano i migranti che a breve verranno trasferiti in Abruzzo. La Sicilia è al collasso e non ce la fa a gestire l’enorme flusso di stranieri. Così una parte di loro verrà portata in tre regioni: Lazio, Abruzzo e Molise, sulla base di un piano del Viminale che è stato reso pubblico ieri, ma di cui a oggi si sa poco. La Prefettura dell’Aquila, dove ieri pomeriggio si è tenuto un vertice, dice di non sapere quando i migranti arriveranno, ma che stanno organizzando la ripartizione in alcuni centri di accoglienza.

La Regione Abruzzo dice «no» a rendere disponibili strutture per ospitare migranti da mettere in quarantena. Nella riunione su questo tema, il presidente della regione Marco Marsilio ha già fatto sapere la risposta, tramite l’assessore Piero Fioretti che ha partecipato al suo posto, esprimendo il più totale dissenso in merito all’arrivo in Abruzzo di 200 migranti. Ribadendo, per di più, che andranno obbligatoriamente accolti e trattati in logica Covid-19, con ogni restrizione e precauzione del caso, a tutela dei cittadini abruzzesi anche sula scia di quanto accaduto a Pettorano sul Gizio che per il governatore è infatti emblematico. «Migranti trasferiti senza avvisare la regione», scrive in una nota, e dei quali si è saputo solo attraverso la Asl. Mentre, nella missiva mandata al sindaco di Pettorano, Marsilio ha espresso solidarietà alla comunità, ma rilevando al tempo stesso che la Regione ha messo in campo attività preventiva perché i tamponi non erano dovuti. Eppure per scrupolo si è fatto a tutela della pubblica incolumità.

«Come hanno dimostrato gli ultimi accadimenti, non è possibile alcuna rassicurazione rispetto al controllo di possibili contaminazioni». Così Fioretti ha rappresentato il suo dissenso: «In logica sia politica che territoriale, anche sulla base dell’emergenza epidemiologica in atto nonché della crisi economica post pandemica che si sta attraversando, con aspetti negativi e non trascurabili in riferimento alle caratteristiche turistiche di ogni realtà abruzzese ed il rischio concreto di apertura a focolai di infezione che, sino ad ora, l’Abruzzo ha scrupolosamente evitato attraverso una politica sanitaria e, più in generale, di gestione della circolazione delle persone attenta ed oculata, con l’evidente impegno e sacrificio di tutta la popolazione abruzzese che, in questo caso, sarebbe vittima inerme delle decisioni del governo nazionale».

Ultimo aggiornamento: 08:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA