Caso Floyd: imbrattata la sede della penitenziaria, ma la polizia lì non c'è più

Mercoledì 17 Giugno 2020
Caso Floyd: imbrattata la sede della penitenziaria, ma la polizia lì non c'è più

“Per George Floyd, per tutte le vittime di razzismo, di polizia e di carcere”. La scritta con vernice nera è comparsa nella notte sul portone di un’abitazione del centro storico della città alta di Giulianova, in provincia di Teramo, che era stata sede della polizia penitenziaria. Voleva sicuramente essere un atto di contestazione verso la polizia, con  evidente riferimento a quella americana sotto accusa per l’uccisione dell’afroamaricano George Floyd e quella che hanno trovato è stata la polizia penitenziaria, nel quartiere La Rocca, al di fuori da occhi indiscreti. Tanto è vero che, oltre alla scritta, à stata scarabocchiato in rosso anche il simbolo della penitenziaria ma forse gli imbrattatori non ersano al corrente della circostanza che da due anni quei locali non  ospitano più la sede della polizia, in quanto invitata a trovarsi un’altra sede da parte della “Giulianova patrimonio”, che, a sua volta, l’ha affittata ad una persona che aveva bisogno di un alloggio. Ed è stata lei ad avvertire la Patrimonio dell’accaduto sperando che non debba essere lei a cancellare la scritta a proprie spese

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