Farmacista contagiata dal virus: «Ho avuto un linfoma, fortuna che sono vaccinata»

Giovedì 26 Agosto 2021 di Tito Di Persio
Farmacista contagiata dal virus: «Ho avuto un linfoma, fortuna che sono vaccinata»

«Fortunatamente sono vaccinata, altrimenti i miei sintomi sarebbero peggiorati e non avrei potuto curarmi a casa, dove sto e sono sempre stata, e non sono io a dirlo ma i medici». È il messaggio, quello di vaccinarsi, che Sonia Marziani, 40 anni, di Giulianova, in provincia di Teramo, e laureata in farmacia, vuole dare da un letto d’ospedale nel reparto di malattie infettive del Mazzini di Teramo, mentre gli stanno iniettando una flebo anticorpi monoclonali. Sonia racconta di aver avuto un po’ di mal di gola giovedì e il giorno seguente qualche linea di febbre. Inizialmente pensava che la causa di quella specie di influenza era dovuto agli sbalzi di temperatura tra aria condizionata e il gran caldo dei giorni passati. Comunque, per togliersi ogni dubbio il mattino dopo decide di fare il teste rapido. «Ma sinceramente pensavo di essere negativa», dice. Ma purtroppo il risultato è stato positivo.

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«SEMPRE ATTENTA» «Ci sono rimasta malissimo – aggiunge – perché non ho avuto nessun contatto diretto con le persone e nella farmacia dove lavoro sono sola e attentissima: porto sempre la muscarina e mi igienizzo le mani con i migliori prodotti continuamente ed ho sempre la porta aperta per far arieggiare i locali». Eppure questo virus infimo, come lo ha definito lei l’ha contagiata. Chiama il suo medico di famiglia e domenica la sottopongono al tampone molecolare della Asl ed arriva la conferma di aver contratto il famigerato Covid-19. Dal momento che circa 5 anni fa e per un anno, ha combattuto e fortunatamente sconfitto il linfoma di Hodgkin, il suo medico curante gli ha consigliato di fare la cura dei monoclonali.

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IL TRATTAMENTO Un trattamento che va fatto sulle persone fragili nei primi 5 giorni che si scopre di aver contratto il virus e con sintomi lievi. Lei accetta e ieri mattina un’ambulanza della Croce Bianca, la va a prendere a casa per portarla al Mazzini. «Il trattamento in totale è durato circa un’ora e mezza e poi mi hanno riaccompagnato a casa», dice sempre lei e confessa di sentirsi molto meglio. E’ giusto anche ricordare che per essere fuori pericolo completamente dal linfoma di Hodgkin devono trascorre cinque anni pieni dal giorno che la malattia è regredita e a lei scade a gennaio.  Come è giusto anche ricordare che da quella esperienza Sonia ha scritto un libro: “Ho fatto a pugni con Mr Hodgkin” e continuamente si dedica ad aiutare altre donne che si ammalano. Domani Sonia farà un secondo tampone insieme alla figlia di 8 anni e il marito che al momento sono entrambi negativi. «Fatevi il vaccino, non siate stupidi», conclude.

Ultimo aggiornamento: 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA