Tragedia sul Monte Velino, trovato anche il quarto corpo

Sabato 20 Febbraio 2021 di Stefano Dascoli
Il Velino rende i corpi: trovati da un pastore tedesco i resti di tre dei 4 escursionisti. Tragedia lunga 26 giorni

Un impatto tremendo, improvviso, violentissimo. Uno di quegli eventi che non lasciano scampo. Proprio pochi minuti fa, alle 13,30, è stato ritrovato il quarto escursionista morto sotto la valanga del Monte Velino. Ieri erano stati trovati i corpi dei primi tre dispersi dal 24 gennaio a Valla Majelama. Lo strazio dei cadaveri racconta la furia della valanga che ha ucciso gli avezzanesi Valeria Mella, 25 anni, Gian Mauro Frabotta, 31, Tonino Durante, 56, Gianmarco Degni, 26 anni, il fidanzato di Valeria.

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La svolta ieri, dopo 26 giorni eterni di angoscia e dolore. I corpi sono stati trovati a quota 1.800 metri, all'interno di Valle Majelama sepolta da metri e metri di neve, lì dove si sono sempre concentrate le ricerche fin dalla sera di quella maledetta domenica. Decisiva è stata l'intuizione di cambiare la prospettiva del lavoro. La forza di una delle tante valanghe, infatti, che si stima possa essersi staccata a enorme velocità da un canalino sulla sinistra della valle su cui si affaccia un'imponente cresta, ha trascinato i tre sul versante opposto, quello destro.


Un'ipotesi, questa, che si era fatta strada già il giorno precedente, quando era stata individuata un'area considerata sensibile, anche grazie allo spettrometro del Consorzio Benecon che ha effettuato analisi approfondite della stratificazione nevosa, così da poterne ricostruire gli spostamenti. Incrociati i dati, i vigili del fuoco hanno richiesto nuovamente l'intervento delle Unità cinofile. E infatti Simba, un pastore tedesco nato in Germania, del Nucleo carabinieri Cinofili di Bologna, ha impiegato pochissimo, una volta uscito dalla gabbia, a fiondarsi sul punto.
La prima salma è stata trovata sotto un metro e mezzo di neve. Potrebbe aver influito anche l'abbassamento del manto dopo giorni di temperature più elevate. Le altre due erano nei pressi. Insieme a Simba c'era anche Bayla, un'altra femmina di pastore tedesco. Sono cani speciali, addestrati per la ricerca di corpi umani, anche in acqua. Finora non erano mai stati sulla neve, per questo hanno trascorso una giornata di preparazione a Ovindoli prima di essere impiegati ieri.

 


IL PERCORSO
L'ipotesi è quella che il gruppo stesse camminando sul fianco sinistro della valle, più protetto dal vento. E che sia stato sorpreso pochi metri prima di superare il Colle del Bicchero, non più di 100-150, quella che fin dall'inizio era stata indicata come la loro meta. A pochi passi, insomma, dalla salvezza. La valanga potrebbe essersi staccata tra le 9.30 e le 10.30 del mattino di quella domenica fredda, nevosa, ventosa. Le ricerche sono scattate subito, in un'operazione che ha pochi precedenti in Italia anche per la sua lunghezza temporale. Sono arrivate in Abruzzo le migliori professionalità italiane; sono state utilizzate tecnologie di vario genere (antenne Recco, metal detector, georadar, spettrometri); si è persino tentato di far arrivare dall'alto un battipista che il pilota di un elicottero Erickson ha dovuto sganciare in volo per motivi di sicurezza.

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IL GRUPPO
Valeria, figlia di un carabiniere, era laureata in Fisioterapia e impegnata assiduamente nella cultura; il suo fidanzato, Gianmarco, era anch'egli figlio di commercianti stimati e molto conosciuti; Gian Mauro, ingegnere dell'Eni a Milano, con una spedizione in Nepal all'attivo e il sogno di scalare un ghiacciaio in Alaska, era l'unico figlio della famiglia Frabotta, premiata tra le migliori gastronomie italiane; Tonino era l'arrotino della città, nella sua storica bottega in centro, un uomo coraggioso e vitale come pochi, appassionato di sport e montagna. Vigili del fuoco, soccorritori alpini, Esercito, carabinieri, finanzieri e poliziotti cercheranno il quarto escursionista dalle prime ore di oggi. La Procura di Avezzano ha aperto un'indagine.

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Ultimo aggiornamento: 15:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA