CORONAVIRUS

Coronavirus, 15 tamponi e 134 giorni da positiva: Nada non sa ancora se è guarita

Sabato 25 Luglio 2020 di Tito Di Persio
Nada Cava Coronavirus, 15 tamponi e 134 giorni da positiva: Nada non sa ancora se è guarita

Al 15esimo tampone e dopo 134 giorni si torna da capo. Il risultato del test è dubbio. Adesso per accertare la sua guarigione dovrà fare altri due tamponi ed entrambi dovranno avere esito negativo. Il che, tradotto in termini di tempo vuol dire, almeno un’altra settimana di segregazione in casa senza poter incontrare nessuno. Ovviamente, sempre se tutto fili liscio.

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«Avevo già preparato gli abiti da lavoro» dice in lacrime Nada Cava, la 49enne banconista, originaria delle Marche, ma che da tempo vive a Colonnella, in provincia di  Teramo. «Pensavo già di riprendere la mia attività. Non vedevo l’ora di tornare in servizio: in primis per rivedere e riabbracciare i miei colleghi, come seconda cosa per cercare di convincere il mio titolare a farmi prolungare il contratto oltre il 5 agosto, così da non diventare disoccupata. Adesso ho il morale di nuovo sotto i piedi».

Nada al 14esimo tampone e dopo 4 mesi segregata in casa finalmente era risultata negativa al Covid-19 così da tornare a sorridere dopo un periodo nero che ha segnato la sua vita. Purtroppo la gioia è durata il un battito di ciglio. La sua drammatica vicenda inizia il 13 marzo scorso, quando al ritorno dal lavoro inizia ad avere dei sintomi influenzali riconducibili al coronavirus. Allora la sua dottoressa la mette in quarantena, le fa fare il test e risulta positiva al Covid. Qui inizia la sua odissea che le costa anche due ricoveri ospedalieri, ogni uno di una decina di giorni. «In questi lunghi 134 giorni di malattia – confessa Nada – che mi hanno anche impedito di partecipare fisicamente al matrimonio di mia figlia. Mi sono dovuta accontentare di guardalo tramite Skype. Non nego di aver pensato ad un gesto estremo. Visto che il penultimo tampone era negativo ho fatto prenotare a mia figlia il viaggio per il 20 agosto per partecipare alla festa del suo matrimonio in Tunisia. Ho detto tra me, il rito civile a Colonnella l’ho perso, recupero almeno con la festa nel paese del marito. Adesso rischio di perdere anche questa. Per un madre è una cosa crudele non poter partecipare al giorno più importante della vita di un figlio».

Il primario di malattie infettive Pierluigi Tarquini dell’ospedale Mazzini di Teramo, dice: «È possibile essere positivi tutti questi giorni, ma fortunatamente non vuol dire essere malati. In alcuni casi c’è la possibilità che la positività del tampone è legata soltanto ad una parte del virus non viva. Sono gli antigeni che risultano positivi, ma in realtà la signora è clinicamente guarita. Questo cosa è stata dimostrata da recenti studi. Comunque la paziente fino a quando non torna negativa non potrà lavorare e uscire. Questo è l’unico problema».

Ultimo aggiornamento: 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA