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Clamoroso, le pasticche anti-Covid mai messe in vendita in Abruzzo

Venerdì 29 Aprile 2022 di Alessia Centi Pizzutilli
Clamoroso, le pasticche anti-Covid mai messe in vendita in Abruzzo

La distribuzione e dispensazione del farmaco antivirale orale Paxlovid di Pfizer direttamente nelle farmacie abruzzesi ad oggi non è mai realmente partita in Abruzzo. La "falsa partenza" del farmaco anti-Covid per la terapia domiciliare, come spiega al Messaggero il presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi, non riguarda solo l'Abruzzo, eppure alcune regioni sono più avanti. Sono infatti sorte delle criticità dopo la firma del protocollo d'intesa, avvenuta il 15 aprile scorso, tra ministero della Salute, Aifa, Federfarma, Assofarm, FarmacieUnite, Federfarma servizi e Associazione distributori farmaceutici.

Ma a cosa è dovuto il ritardo nell’attuazione del protocollo per la distribuzione nelle farmacie? «Ci sono alcuni problemi da risolvere tra le Regioni e la filiera della Farmacia. Per esempio, la logistica tra le Asl e i distributori intermedi: era stato assicurato che i distributori avrebbero avuto nei propri magazzini i farmaci a cura delle aziende sanitarie e questo era previsto anche nell’articolo 2 dell’accordo (che recita testualmente: “Il farmaco sarà reso disponibile, presso i magazzini delle aziende della distribuzione intermedia, su indicazione dei rispettivi assessorati regionali”), invece in alcune regioni sembra che saranno i grossisti che dovranno andarli a prendere presso le Asl - sottolinea Gizzi - Un altro problema riguarda i foglietti illustrativi: alcune Regioni hanno ricevuto lotti di Paxlovid in confezioni autorizzate per il mercato degli Stati Uniti, i fogli illustrativi sono in inglese e quindi dovrà essere allegata alle scatole una copia del foglietto con traduzione in italiano.

A chi tocca questa incombenza? Questa è un altra criticità da risolvere a livello di trattativa con le Regioni. Superati questi ostacoli si potrà andare a regime, verosimilmente dalla seconda settimana di maggio, fermo restando che ciascuna Regione, in base a come lavorerà con farmacie e distributori, avrà delle priorità. È la Regione che dovrà attivarsi in questo senso».  Per quale motivo, nonostante le difficoltà siano nazionali, alcune Regioni sono più avanti? «Al momento i negoziati già aperti tra Regioni, grossisti e farmacie si contano su una mano. Alcune Regioni sono partite, altre come l’Abruzzo dovranno partire. Alla Lombardia per esempio è stato assicurato che arriveranno confezioni con foglietti illustrativi in italiano, perché l’assessorato regionale alla Sanità e le Asl hanno organizzato in questo modo - precisa Gizzi - Prima si parte con la trattativa, prima si risolverà il problema per fare in modo da far arrivare questi farmaci alle categorie bisognose. Il tutto mentre in Francia è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale un decreto che amplia le competenze dei farmacisti che potranno ampliare l’offerta dei vaccini, come per esempio quello contro l’influenza stagionale, il tetano, la poliomielite, la pertosse, i virus dell’epatite A e B, la rabbia, oltre al vaccino anti-Covid. È questo che da tempo auspichiamo per una farmacia di servizi che di fatto stenta a partire, nonostante ci sia una legge del 2009 che la preveda».

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