Pugno in faccia, 17enne provoca gravi danni a un migrante. «Mi minacciava, non sono razzista»

Domenica 20 Giugno 2021 di Marcello Ianni
Pugno in faccia, 17enne provoca gravi danni a un migrante. «Mi minacciava, non sono razzista»

Prima un richiamo verbale, a quanto pare dal contenuto molesto, quando è sceso dal pullman; per questo, quando gli si è materializzato davanti, ha deciso di colpirlo, per paura. Da presunto aggressore a molestato, almeno secondo la tesi dell'avvocato Roberto Tinari.

La vicenda ruota attorno a un 17enne aquilano, al momento accusato dagli agenti della Squadra mobile di aver colpito senza motivo un 35enne richiedente asilo, di nazionalità eritrea, con regolare permesso di soggiorno, all'interno del terminal bus di Collemaggio. Un'aggressione che ha provocato la frattura di naso e mandibola e che è al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minori dell'Aquila e che secondo l'avvocato Tinari va inquadrata diversamente rispetto a quanto dichiarato dalla parte offesa.

Infatti il minore ha raccontato come egli sia stato fatto oggetto di molestie verbali da parte dall'uomo, molto probabilmente in stato di ubriachezza. Quando il minore, nel frattempo sceso da un pullman cittadino, se lo è trovato davanti che avanzava verso di lui, trovandosi tra l'altro da solo e in preda alla paura, lo ha colpito. Tinari (come poi ha chiarito la stessa parte offesa con il passare delle ore), ha ribadito come non si sia consumata alcuna rapina né aggressione in gruppo contro il richiedente asilo, ricoverato ancora in ospedale per le conseguenze riportate dai pugni tirati dal minorenne.

La notizia diffusa dai media e la circostanza che gli stessi agenti hanno in mano le immagini delle telecamere presenti nell'area del terminal bus di Collemaggio hanno spinto il minorenne a presentarsi in Questura insieme all'avvocato Roberto Tinari per essere identificato e raccontare la propria versione dei fatti. Sarà ora l'Autorità della Procura minorile a decidere il da farsi sulla scorta del materiale raccolto dagli agenti della Squadra mobile. Possibili nuovi approfondimenti.

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