Scuole al via, l'Abruzzo si prepara per il 24: la diretta del Messaggero

Lunedì 14 Settembre 2020 di Stefano Dascoli

L’AQUILA - L’Abruzzo ha solo assistito, stamattina, alla riapertura delle scuole nelle zone d’Italia in cui è suonata la prima campanella. In regione fervono i preparativi per il ritorno in classe, previsto per il prossimo 24 settembre, dopo il turno elettorale del 20 e 21, a seguito della decisione adattata dal governatore, Marco Marsilio. Il Messaggero ha seguito in diretta il rientro, con collegamenti dalle varie sedi locali, anche dove le lezioni non sono  ancora riprese per capire come procedono preparativi e organizzazione e quali sono ancora le criticità. In ogni caso un pezzo d’Abruzzo importante sarà presente oggi pomeriggio alla cerimonia ufficiale di inaugurazione dell’anno scolastico che si terrà a Vo’ Euganeo: una classe di arpa dell’Istituto comprensivo di Città Sant’Angelo suonerà l’inno europeo davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.  

 

A Pescara i lavori per il reperimento di nuovi spazi per gli studenti sono in pieno svolgimento. C’è un caso degli ultimi giorni e riguarda le primarie. Quello della scuola di Borgomarino e quello della “Illuminati”, in centro. Il Comune aveva allestito sette aule in più, sacrificando le palestre. Ma il piano è stato bocciato dall’Asl, raccogliendo le preoccupazioni dei genitori. In queste due scuole le aule in più sono state comunque recuperate, ma, appunto, sacrificando l’attività fisica. 

Alla superiori mancano tra le 20 e le 30 aule su base provinciale. Al “Volta” devono essere reperite 12 aule. L’avvio, il 24, sarà ancora in parte con la didattica a distanza. 

Per quanto riguarda L’Aquila Silvia Frezza, docente dell’istituto comprensivo “Rodari” ed esponente del comitato “Oltre il Musp”, ha sottolineato in diretta con il Messaggero le criticità legate alla mancata ricostruzione: “Eravamo pronti anche a riaprire il 14. Purtroppo le amministrazioni non hanno lavorato nello stesso nostro modo. I lavori sono stati richiesti per tempo, ma evidentemente non si è dato seguito per tempo. All’Aquila siamo in una situazione particolare: voliamo da un’emergenza all’altra. Così non si risolve nulla. Si è parlato tanto in questi giorni di scuola, è servito per ridefinire ruoli e rintracciare responsabilità e rispetto. Rispetto che avevamo chiesto già da subito dopo il sisma 2009, quando abbiamo visto che cominciavano ad arrivare enormi somme di denaro. Fino al 2013 sono arrivati più di 45 milioni di euro per gli istituti comunali. Perché non sono stati spesi?”. 

In ogni caso in provincia dell’Aquila la situazione legata alle difficoltà per il coronavirus non sono tante: gli spazi sembrano essere sufficienti e anche il personale sarà reperito, in gran parte, per tempo. 

Ultimo aggiornamento: 10:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA