Rigopiano, 25 persone a giudizio per la strage all'hotel

Rigopiano, 25 persone a giudizio per la strage all'hotel
0
  • 661
Ventiquattro persone, più la società Gran Sasso Resort&Spa, rischiano il processo per il disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola, che due anni fa - il 18 gennaio 2017 - costò la vita a 29 persone. Il procuratore capo di Pescara Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia hanno firmato le richieste di rinvio a giudizio, in linea con l'avviso di conclusione delle indagini depositato nel novembre scorso. I principali filoni d'inchiesta, compiuta dai carabinieri forestali sotto la direzione della Procura, hanno interessato la mancata realizzazione della «Carta valanghe», le presunte inadempienze relative alla manutenzione e allo sgombero delle strade di accesso all'hotel e il tardivo allestimento del Centro di coordinamento dei soccorsi. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono crollo di costruzioni o altri disastri colposi, omicidio e lesioni colpose, abuso d'ufficio, falso ideologico e reati minori. Il caso ora passa al vaglio del Gup, che in sede di udienza preliminare dovrà pronunciarsi sulla richiesta della Procura.

Tra gli imputati l'ex prefetto Francesco Provolo, che è anche indagato nell'inchiesta bis per depistaggio e frode processuale, l'ex presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. Tra gli altri imputati, oltre alla società che gestiva il resort, i dirigenti e funzionari regionali Carlo Visca, Vincenzo Antenucci, Carlo Giovani, Sabatino Belmaggio, Pierluigi Caputi, Emidio Rocco Primavera e Antonio Sorgi. Rischiano il processo anche il dirigente e il responsabile del servizio di viabilità della Provincia, Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio, il comandante della Polizia provinciale Giulio Honorati e il tecnico reperibile Tino Chiappino. Sul fronte della Prefettura coinvolti l'ex capo di gabinetto Leonardo Bianco e la dirigente Ida De Cesaris, mentre per il Comune di Farindola sono chiamati in causa gli ex sindaci Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico, e i tecnici Enrico Colangeli e Luciano Sbaraglia. Rischio processo, infine, anche per Bruno Di Tommaso, legale responsabile della società Gran Sasso Resort & Spa; Marco Paolo Del Rosso, l'imprenditore che chiese l'autorizzazione a costruire l'albergo; il tecnico Giuseppe Gatto e il consulente Andrea Marrone.


Rigopiano, clamorosa confessione: «Abbiamo sbagliato»

Le indagini, compiute dai carabinieri forestali, vertono principalmente sulla mancata realizzazione della Carta valanghe, sulle presunte inadempienze relative alla manutenzione e sgombro delle strade di accesso all'hotel e sul tardivo allestimento del Centro di coordinamento dei soccorsi. I reati ipotizzati dalla Procura, vanno, a vario titolo, dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all'omicidio e lesioni colpose, all'abuso d'ufficio e al falso ideologico.

La vicenda giudiziaria ora passa al vaglio del Gup, che in sede di udienza preliminare dovrà pronunciarsi sulla richiesta della Procura. Gli altri 22 imputati sono Carlo Visca, direttore del dipartimento di Protezione civile dal 2009 al 2012; Vincenzo Antenucci, dirigente Servizio prevenzione rischi e coordinatore del Coreneva dal 2001 al 2013; il tecnico del Comune di Farindola Enrico Colangeli; Bruno Di Tommaso, gestore dell'albergo e amministratore e legale responsabile della società Gran Sasso Resort & Spa; Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio, rispettivamente dirigente e responsabile del servizio di viabilità della Provincia di Pescara; Leonardo Bianco e Ida De Cesaris, rispettivamente ex capo di gabinetto e dirigente della Prefettura di Pescara; Pierluigi Caputi, direttore regionale dei Lavori pubblici fino al 2014; Carlo Giovani, dirigente della Protezione civile; gli ex sindaci di Farindola Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico; il tecnico geologo, Luciano Sbaraglia; Marco Paolo Del Rosso, l'imprenditore che chiese l'autorizzazione a costruire l'albergo; Antonio Sorgi, direttore della Direzione parchi territorio ambiente della Regione Abruzzo; Giuseppe Gatto, redattore della relazione tecnica allegata alla richiesta della Gran Sasso Spa di intervenire su tettoie e verande dell'hotel; Andrea Marrone, consulente incaricato da Di Tommaso per adempiere le prescrizioni in materia di prevenzione infortuni; Emidio Rocco Primavera, direttore del Dipartimento opere pubbliche; Giulio Honorati, comandante della Polizia provinciale di Pescara; Tino Chiappino, tecnico reperibile secondo il piano di reperibilità provinciale; Sabatino Belmaggio, responsabile del servuzio rischio valanghe fino al 2016; la società Gran Sasso Resort & Spa.
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 12:57 - Ultimo aggiornamento: 06-02-2019 17:16
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP