Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Le mele hanno un potere antinfiammatorio: scoperto il modo in cui “dialogano” con le nostre cellule

Lunedì 16 Maggio 2022
Le mele hanno un potere antinfiammatorio: scoperto il modo in cui “dialogano” con le nostre cellule

Che le mele facciano bene si sa ma ora in uno studio pubblicato dal Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna dell'Università di Ferrara, svolto in collaborazione con il reparto Ricerca e Sviluppo del Consorzio Melinda, viene descritto il meccanismo d'azione - fino a ora sconosciuto - attraverso il quale le mele svolgono anche un'azione anti-infiammatoria naturale. «Abbiamo sempre pensato che le mele e la frutta in generale fossero alleate della salute perché ricche di sostanze benefiche che in modo passivo favoriscono il corretto funzionamento del nostro organismo, come fibre e polifenoli.  Invece ora abbiamo scoperto che la loro bontà non si limita a questo: è stata una sorpresa notare che sono in grado di dialogare direttamente con le nostre cellule e riprogrammarle, favorendo lo spegnimento dei processi infiammatori e l'attivazione di quelli anti infiammatori», ha spiegato Barbara Zavan, professoressa del Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna di Unife e coordinatrice dello studio.

Dieta, «Dimagrire velocemente non è impossibile»: ecco 5 consigli del dietologo per riuscirci in pochi giorni

I ricercatori hanno preso in esame la varietà Golden Delicious della Val Di Non e ne hanno analizzato in vitro l'interazione con le cellule dell'organismo umano. «I risultati hanno dimostrato che gli esosomi estratti dalle mele vengono inglobati dalle cellule umane e, una volta internalizzati, le inducono ad attivare un profilo anti-infiammatorio», ha aggiunto Zavan. Ad oggi non si sa quale sia la quantità minima di esosomi, e quindi di mele, necessaria per innescare le reazioni a catena sul sistema immunitario e se questo effetto avvenga anche su altre cellule. Proprio per trovare una risposta a queste e ad altre domande, la ricerca continuerà nel prossimo triennio, coinvolgendo anche altre varietà di mela coltivate in Val di Non.

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 15:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA