Lavoravano sui pescherecci, ma incassavano il reddito di cittadinanza: 8 furbetti denunciati dalla Guardia di Finanza

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Federica Serfilippi
I finanzieri del Roan di Ancona

ANCONA - Dai salvataggi in mare a favore dei diportisti in difficoltà, alla denuncia di otto furbetti del reddito di cittadinanza, passando per il sequestro di due imbarcazioni battenti bandiera extra Unione Europea. Sono stati eseguiti a largo raggio i controlli portati avanti nel corso del periodo estivo dai finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale di Ancona. Le verifiche hanno interessato per tre mesi tutta la costa regionale, assicurando il presidio delle acque territoriali, a tutela dell’economia legale e per contrastare le attività illecite, comprese quelle relative ai traffici di stupefacenti e di migranti irregolari.

 

 
Da Pesaro a San Benedetto del Tronto hanno operato oltre 80 militari specializzati e 12 mezzi navali tra guardacoste e vedette che hanno sviluppato oltre 233 navigazioni marittime, per un totale di 1.560 ore di moto, permettendo di effettuare circa 350 controlli, dei quali circa il 15% è risultato irregolare. Tra gli illeciti ravvisati dalle fiamme gialle, anche l’indebita percezione del reddito di cittadinanza. I controlli svolti all’interno di pescherecci, con base al porto di Ancona, hanno permesso di monitorare la posizione di dieci percettori del reddito e di denunciarne otto all’autorità giudiziaria. I finanzieri hanno intercettato 20.582 euro indebitamente percepiti e bloccato l’erogazione di 16mila euro di contributi richiesti e non ancora riscossi. Varie le posizioni degli operatori del mare denunciati: c’è chi non aveva ancora provveduto a segnalare all’Inps l’inizio dell’attività lavorativa e chi, per esempio, non aveva aggiornato la posizione contributiva di un componente del nucleo familiare.
Nel corso dei controlli eseguiti tra Fano, Pesaro e Civitanova Marche, nel mirino sono finite tre imbarcazioni con bandiera estera, di un valore complessivo di poco meno di un milione e mezzo di euro. Per tali barche sono stati ravvisati gli estremi del reato di contrabbando doganale, punito con la denuncia dei proprietari e la notifica dei verbali d’accertamento per il recupero dell’Iva evasa per un importo pari a 302.840, calcolata sul valore delle imbarcazioni. Complessivamente, sono scattate multe per 1.362.239 euro e due barche sono state poste sotto sequestro. Nell’ambito del rafforzamento estivo della vigilanza in mare, sono stati effettuati 320 controlli di polizia ad imbarcazioni da diporto e unità da pesca, identificate 631 persone fisiche e svolti 29 controlli nei vari settori operativi, come il rispetto del codice della navigazione, la tutela del patrimonio ittico e il comparto legato a tasse e concessioni. In questi settori sono state staccate multe per 10mila euro ed eseguiti cinque sequestri. Particolare quello avvenuto a fine luglio a Portonovo, con il sequestro di circa 12mila esemplari di ricci di mare (600 chili), messi in rete da sei pescatori di frodo della provincia di Trani. 
Il gruppetto è stato multato per complessivi 8mila euro. Sotto sequestro anche l’attrezzatura subacquea utilizzata per la pesca illegale. L’operazione era stata condotta in tandem con la Capitaneria di Porto. Gli esemplari erano stati subiti rigettati in mare. Nel corso dell’estate non sono mancati i salvataggi a diportisti in difficoltà: dieci quella portati in salvo. A inizio luglio, i finanzieri avevano raggiunto – al largo di Senigallia – un catamarano alla deriva a causa delle condizioni meteo avverse, con l’equipaggio (composto da due persone) finito in acqua. Le fiamme gialle, coordinate dal tenente colonnello Rocco Nicola Savino, erano riuscite a raddrizzare il natante e a soccorrere i diportisti. L’intensificazione operativa dei reparti navali della Guardia di Finanza è stata svolta anche nell’ambito delle attribuzioni affidate al Corpo, quale unica forza di polizia operante sul mare per garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. 

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