Ucciso in un agguato il sindaco di Pollica
L'assessore: preoccupato negli ultimi mesi

SALERNO (6 settembre) - È stato ucciso con nove colpi di pistola, intorno alle 22,15 di ieri, da un sicario che lo aspettava in strada. Angelo Vassallo, 57 anni, ex pescatore al suo secondo mandato come sindaco di Pollica, è rimasto vittima ieri sera di un agguato (FOTO) che ha fatto pensare subito a una esecuzione camorristica , anche se le indagini proseguono a tutto campo senza escludere moventi di natura personale o collegati all'attività amministrativa. Vassallo, dopo una lunga militanza nel Pd, era stato rieletto sindaco la scorsa primavera alla guida di una lista civica.



Mercoledì l'autopsia. Sul posto è giunto il procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco il quale coordina le indagini insieme al tenente colonnello del comando provinciale dei Carabinieri, Pasquale De Luca e dal comandante del Reparto Operativo Francesco Merone. L'autopsia sulla salma verrà eseguita con ogni probabilità mercoledì. L'ora della morte sarebbe stata stabilita intorno alle 22.15: in questo senso fa supporre l'orologio della vittima trovato con le lancette ferme proprio a quell'ora. L'ipotesi investigativa è che Vassallo sia stato atteso lungo la strada per casa da un sicario in auto, che gli ha scaricato contro nove proiettili. Più tardi è stata la moglie a dare l'allarme, non vedendolo rincasare.



Il killer lo ha atteso su un'auto
. Chi ha ucciso Angelo Vassallo era probabilmente a bordo di un'auto, lungo la strada da poco inaugurata che il sindaco di Pollica doveva percorrere a bordo della sua Audi per rientrare a casa. È lo scenario che emerge dai primi rilievi effettuati in zona dagli investigatori. L'auto di Vassallo è stata trovata ferma, con il freno a mano inserito. Il sindaco potrebbe aver trovato la propria corsia di marcia bloccata dall'altra auto, ed essersi fermato: a quel punto il sicario sarebbe sceso dalla vettura esplodendo nove colpi di pistola calibro 9x21 attraverso il finestrino aperto dell'Audi di Vassallo. Il delitto è avvenuto a poche centinaia di metri dall'abitazione dei Vassallo, tra le 21 e le 22.30. La scoperta del cadavere è avvenuta molto più tardi, quando la moglie - Angela Amendola - si è impensierita per il mancato ritorno di Vassallo ed ha provato inutilmente a chiamarlo sul cellulare. La donna, accompagnata dal fratello della vittima, ha esplorato i dintorni di casa fino a trovare l'Audi con il cadavere a bordo. Due i figli della coppia, Giuseppina e Antonio. La prima gestisce una piccola enoteca, il secondo un ristorante.



«Qui la camorra si muove». «È un fatto di sangue gravissimo ma è prematuro azzardare ipotesi. Non appena avremo notizie tranquillizzeremo l'opinione pubblica». Così il procuratore di Vallo della Lucania, Gianfranco Grippo, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano quali piste si seguissero nelle indagini sull'omicidio del sindaco di Pollica. «La camorra nel Cilento si muove, non resta ferma. Verificheremo se Acciaroli può attirare interessi più che altre zone», ha precisato Grippo. Intanto, gli investigatori hanno provveduto a porre sotto sequestro l'ufficio del sindaco nel Palazzo di Città e nelle prossime ore inizieranno ad essere verificati carteggi e computer.



Il pm Marino: forse omicidio di camorra. «Per il Cilento la morte di Angelo Vassallo sarà un colpo pesantissimo»: ne è sicuro Raffaele Marino, per anni pm anticamorra a Napoli e oggi procuratore aggiunto di Torre Annunziata. Il magistrato, che frequenta quella zona da 25 anni, era amico del sindaco ucciso, con il quale portava avanti battaglie per la legalità e la cultura: secondo Marino, l'omicidio ha tutte le sembianze di un'esecuzione camorristica. Anzitutto, secondo Marino, chi ha voluto la morte di Vassallo non va cercato in zona, ma altrove: «In Cilento non è mai accaduto nulla del genere, è un agguato progettato fuori. Per ricordarmi l'ultimo fatto di sangue avvenuto da quelle parti ho dovuto fare uno sforzo: si tratta dell'uccisione di un benzinaio durante un tentativo di rapina, dunque qualcosa di molto diverso dall'omicidio di Angelo». Sullo sfondo, ipotizza il magistrato, c'è lo sviluppo di una zona fino a poco tempo fa isolata e poco frequentata, ma oggi in forte espansione economica. «In Cilento - osserva Marino - è in atto, grazie alle speculazioni, una trasformazione urbanistica e sociale. La situazione ideale per i clan della camorra, con i quali forse Vassallo si è scontrato. C'è in vista un importante appalto per il porto: chissà che non si tratti di quello. Ma i boss sono interessati anche alla costruzione di nuovi alberghi». Angelo Vassallo, invece, credeva in un futuro ecocompatibile e per lo sviluppo di Pollica puntava soprattutto sulla cultura: «Era un illuminato, un curioso. Quest'anno aveva dato in gestione il castello Capano all'associazione "Il pozzo e il pendolo", che già in passato aveva lavorato in paese. Sono stati organizzati processi in piazza, spettacoli teatrali, cene con delitto... Ora tutto questo potrebbe finire per sempre». «Angelo - ricorda Marino - si distingueva tra gli altri sindaci per correttezza, trasparenza e spirito di iniziativa. Era battagliero e decisionista, convinto sostenitore della salvaguardia del territorio. Per questo può aver dato fastidio a qualcuno, può avere messo i bastoni tra le ruote a persone interessate a qualche speculazione. anche possibile che nelle scorse settimane abbia ricevuto qualche avvertimento senza farne parola con nessuno: lui era molto sicuro di sé, un po' guascone come tutti i cilentani, e questo forse gli è costato caro».



Era stato denunciato recentemente. Vassallo era stato denunciato. Nei suoi confronti - secondo quanto si apprende - l'accusa era estorsione, concussione e reati contro l'amministrazione della giustizia. Questo aspetto è ora al vaglio degli investigatori e degli inquirenti per verificare se vi possa essere un collegamento tra queste denunce e l'agguato della scorsa notte.



Aveva 57 anni. L'auto è ferma in una stradina, a poca distanza dall'abitazione del sindaco, nella frazione Acciaroli. Vassallo aveva 57 anni. Era sposato e padre di due figli impegnati nel settore della ristorazione. Eletto in una lista civica nel marzo scorso, Vassallo era al secondo mandato consecutivo. In passato era stato anche consigliere provinciale di Salerno.



Cadavere scoperto dal fratello. È stato il fratello di Angelo Vassallo a scoprire il delitto. L'uomo era stato avvertito a tarda ora dalla cognata, la moglie del sindaco, del mancato ritorno a casa del marito ed aveva cominciato a cercarlo ad Acciaroli, una delle due frazioni del comune di Pollica. Poco dopo le due di notte ha avvistato l'auto del fratello, una Audi, sul ciglio di una strada, in località Cerza Longa, dalla quale si raggiunge la sua abitazione, che dista circa cento metri dal luogo in cui è stato trovato il cadavere. La strada è stata costruita poco più di un anno fa e conduce al depuratore di Acciaroli. I bossoli ritrovati sul selciato sono stati sparati da una pistola calibro 9.



Il fratello: non aveva paura di nulla. «Abbiamo insieme fatto una vita in mare. Glielo dicevo sempre di lasciare tutto, ma la passione per la politica l'ha portato a questo punto». È Claudio Vassallo, uno dei quattro fratelli di Angelo, a parlare. «Angelo non aveva paura di nulla - dice trattenendo le lacrime - qualcuno mi ha detto che aveva ricevuto minacce. Questo non lo posso dire, sarà la magistratura ad accertarlo. Però credo - sottolinea Claudio Vassallo - che qualche problema possa averlo avuto. Angelo ha lasciato il mare per 700 mila lire al mese, per inseguire il suo sogno di amministratore di questo territorio. Per fortuna aveva una quota sulla barca e mensilmente percepiva la sua spettanza».



«Ultimamente era preoccupato». Il procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, che coordina le indagini sull'omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, aveva una conoscenza diretta della vittima dell'agguato. «Negli ultimi tempi era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l'illegalità ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava». «Ci sono molte piste da seguire - dice il magistrato - e per il momento non abbiamo un orientamento preciso sul possibile movente». «Non sappiamo ancora - conclude Greco - neppure se abbia agito una o più persone. Si può pensare di tutto».



L'ex vicesindaco: non era più lo stesso, era preoccupato. «Negli ultimi mesi era preoccupato. Si era incupito, non era più lo stesso, come se qualcosa lo tormentasse». È la testimonianza su Angelo Vassallo di Carla Ripoli, ex vicesindaco e ora assessore. «Negli ultimi giorni aveva preso l'abitudine di uscire in barca col suo gozzo. Voleva rilassarsi, così mi aveva detto, come ai tempi in cui andava a pescare tutti i giorni. Qualche giorno fa mi aveva confidato che alla fine di questo mandato avrebbe chiuso con la politica perché voleva tornare a condurre una vita normale. L'ultima volta che l'ho sentito? Ieri mattina, dopo la sua uscita in barca. In serata aveva provato ha contattarmi: ho quattro sue telefonate sul cellulare, intorno alle 9. Quando ho richiamato, non mi ha risposto...».



Era il «sindaco-pescatore». Angelo Vassallo in passato è stato anche Consigliere provinciale di Salerno. Nel Cilento era conosciuto come il «sindaco-pescatore» per la sua attività principale. Vassallo da sempre aveva improntato la sua azione politica a difesa dell'ambiente. Era iscritto al Partito democratico anche se negli ultimi tempi aveva assunto una posizione abbastanza critica nei confronti della sinistra. Proprio il mese scorso aveva rilasciato una intervista esprimendo apprezzamento per il decisionismo della Lega (VIDEO), lamentando troppa lentezza nella risoluzione dei problemi del Mezzogiorno. Vassallo è stato più volte sindaco di Pollica nel cui territorio ricade la spiaggia di Acciaroli, rinomata per le sue acque limpide (è segnalata con cinque vele nella Guida Blu di Legambiente) e polo di attrazione di migliaia di turisti italiani e stranieri.



Firmò tante ordinanze "singolari". La sua ultima proposta, finita su tutti i giornali, è di una quindicina di giorni fa: riservare una spiaggia ai cani con annesso servizio navetta. Nel corso degli anni, Angelo Vassallo ha promosso decine di ordinanze e delibere che hanno fatto scalpore. Nel 2009 aveva dichiarato guerra ai fumatori "maleducati" con multe salatissime a carico di chi abbandonava lungo le strade le cicche di sigarette. Un'ordinanza che Vassallo motivò con la consapevolezza che «un mozzicone di sigaretta impiega da uno a cinque anni per degradarsi, recando gravissimi danni all'ambiente». La multa prevista? Da 500 a 1000 euro, evitabile dotandosi di piccoli posacenere svuotabili. Impegnato anche sul fronte della lotta all'evasione, Vassallo - con un'altra ordinanza che aveva suscitato non poco clamore - aveva stabilito la revoca delle concessioni comunali a carico di quanti non erano in regola con il pagamento delle tasse e dei tributi. Un'ordinanza che ha fatto scuola, considerato il gran numero di richieste giunte da altri Comuni a Palazzo di Città del centro cilentano.
Lunedì 6 Settembre 2010, 08:13 - Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 08:43
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