Piano di emergenza per il Vesuvio, Corte Europea rigetta il ricorso di 12 campani

La Corte europea dei diritti umani ha dichiarato inammissibile il ricorso di 12 cittadini che vivono accanto al Vesuvio, che lamentano l'inadeguatezza del piano di emergenza e la mancanza di informazioni sullo stesso.



I giudici non sonno entrati nel merito, rilevando che non sono stati tentati tutti i possibili rimedi a livello nazionale. Con una decisione finale la Corte europea dei diritti umani ha rigettato il ricorso presentato da dodici cittadini che vivono tutti nella zona più a rischio se il Vesuvio dovesse «risvegliarsi».



I ricorrenti sostenevano che il governo non sta proteggendo le loro vite come è suo dovere perché il piano di emergenza messo in atto non è adeguato e la cittadinanza non viene regolarmente informata sui rischi e i comportamenti che deve tenere in caso d'eruzione o di terremoto. Nel decidere di rigettare il ricorso, la Corte di Strasburgo non ha valutato se le «accuse» siano fondate o meno. I giudici hanno invece stabilito che i ricorrenti non hanno ottemperato a uno dei criteri per ricorrere a Strasburgo - quello di aver esaurito tutte le possibili vie per ottenere giustizia a livello nazionale.



I giudici hanno cosi accolto la tesi del governo italiano secondo cui i cittadini, dovevano, prima di fare ricorso a Strasburgo, portare il loro caso davanti ai tribunali nazionali. La Corte afferma che in base alle informazioni fornite dal governo i ricorrenti e tutti gli altri cittadini hanno almeno due strade da percorrere per ottenere la messa in atto delle misure che ritengono necessarie per ridurre al minimo i rischi derivanti da un'eruzione del Vesuvio o da un terremoto. La prima è di domandarle direttamente alle autorità competenti, e in caso di non risposta di queste, rivolgersi al Tar.
Giovedì 16 Aprile 2015, 17:03 - Ultimo aggiornamento: 16-04-2015 17:13
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