Ballottaggi, affluenza in calo: 47,11%. Il Pd perde a Venezia, Nuoro e Arezzo

Domenica 14 Giugno 2015
Ballottaggi, affluenza in calo: 47,11%. Il Pd perde a Venezia, Nuoro e Arezzo

In calo l'affluenza alle urne per i ballottaggi in 78 Comuni, di cui 12 capoluoghi di provincia, in una domenica contrassegnata dal maltempo al Nord e dal sole al Sud.

L'affluenza alle urne rilevata alle 23 è stata del 47,11% (il dato diffuso dal Viminale non tiene conto delle comunali in corso in Sicilia). Al primo turno l'affluenza era stata del 63,21%.

Ancora più netta la flessione in Sicilia, dove però si vota anche oggi (mentre nel resto d'Italia lo stop alle consultazioni era fissato alle 23 di ieri sera): alle 19 aveva votato nell'isola solo 17,86%, contro il 36% del primo turno.

Tra i 12 Comuni capoluogo di provincia, l'affluenza più alta si è registrata a Venezia (37,24%), seguita da Lecco (36,89%). Quella più bassa ad Enna (22,80%) e a Trani (24,80%). Complessivamente il turno elettorale riguardava oltre due milioni gli italiani: alle 19 avevano votato circa 600mila persone.

Venezia. Luigi Brugnaro, alla guida di una coalizione di civiche-Fi e Ncd, è stato eletto sindaco di Venezia. Brugnaro ha ottenuto il 53,21% mentre Felice Casson, con una coalizione di centrosinistra, ha avuto il 46,79%.

Nuoro. Si profila un risultato clamoroso e una batosta per il Pd a Nuoro. Quando sono stati scrutinati i primi 22 seggi sui 45 totali, il distacco tra i due sfidanti è già abissale: Andrea Soddu, appoggiato da quattro liste civiche più il Partito sardo d'azione e La Base, è in testa con quasi il 70% delle preferenze contro il 31% del sindaco uscente Alessandro Bianchi, esponente del Pd sostenuto dal centrosinistra. Dopo 20 anni di governo di centrosinistra nel capoluogo barbaricino tira forte il vento del cambiamento, nonostante le liste della coalizione di Bianchi abbiano preso il 38% al primo turno contro il 17% delle liste di Soddu. A Nuoro il centrosinistra si era spaccato con La Base che ha sostenuto, insieme con altre liste civiche, un proprio candidato, Andrea Soddu, contro quello ufficiale, Alessandro Bianchi, della coalizione formata da Pd, Sel, Psi, Cd e Rossomori. Al primo turno Bianchi aveva chiuso in vantaggio con il 29,94%, Soddu si era fermato al 21,45%. Oggi si profila il ribaltone.

Arezzo. Alessandro Ghinelli, candidato della lista civica «OraGhinelli» sostenuta dai partiti di centro destra, è il nuovo sindaco di Arezzo. Dopo un testa a testa fino all'ultima sezione con Matteo Bracciali del centrosinistra, Ghinelli ha vinto con una percentuale pari al 50%: partiva in svantaggio ed ha rimontato il 9%. «Dedico questa vittoria a tutta la squadra cha ha collaborato con me e ad Arezzo, che se lo merita.

Sono felice, da domani per Arezzo si apre una nuova epoca», ha detto. Alessandro Ghinelli, 63 anni, ingegnere e professore presso la Facoltà di Ingegneria di Firenze, è il secondo sindaco di centrodestra ad Arezzo dopo Luigi Lucherini ed è la terza volta su quattro che il ballottaggio va al centrodestra.

Matera. Il sindaco uscente di Macerata Romano Carancini, 54 anni, Pd, a capo di una colazione composta, oltre che dal suo partito, da Udc, Idv e civiche, fa il bis. Ha ottenuto il 59,11% dei consensi (39,9% al primo turno), battendo Deborah Pantana (Fi e civiche), 45 anni, mediatrice familiare, che però ha recuperato dal 18% del primo turno arrivando al 40,89%.

A Fermo, invece, quando le sezioni scrutinate sono 27 su 37, stravince con il 69,72% Paolo Calcinaro, presentato da due civiche. Non ce la fa Pasquale Zacheo, 46 anni, ex capitano dei carabinieri della locale Compagnia, sostenuto da Pd e civiche, che si ferma al 30,28%. Su tutto pesa la bassissima affluenza alle urne: a Fermo ha votato il 48,19%, rispetto al 63,69% del primo turno; a Macerata il 39,26%, mentre al primo turno l'affluenza era stata del 59,01%.

Festeggiamenti nella sede di via Gramsci, dov'era la base operativa dello staff di Carancini, mentre Pantana commenta il «grave dato dell'astensionismo che deve farci riflettere: il nuovo sindaco non è legittimato dalla città. Questa sfiducia deve preoccupare chi governa. Per quanto mi riguarda, ho fatto una battaglia leale e sono fiera del risultato». A Fermo, dove si partiva praticamente da un testa a testa (Zacheo 24,87%, Calcinaro 22,91%), esulta l'ex vice sindaco e assessore nella giunta di Nella Brambatti (Pd), defenestrato prima che il sindaco venisse sfiduciato dalla sua stessa maggioranza. «Il risultato - commenta Calcinaro - dimostra una reazione della città molto positiva che non mi aspettavo, perchè sono un prudente per natura».

Rovigo. Massimo Bergamin, 50 anni, leghista, è il nuovo sindaco di Rovigo. Ha vinto al ballottaggio superando Nadia Romeo, 43 anni, candidata del centrosinistra. Quando mancano meno di 2.000 schede da scrutinare, Bergamin ha il 60% delle preferenze contro il 40% della sfidante. Dopo un anno di commissariamento del Comune, il centrodestra continua a guidare Rovigo, ma Bergamin è di fatto il primo sindaco del Carroccio del capoluogo polesano.

Il candidato del Pd, Nadia Romeo, ha perso la sfida. L'affluenza finale è stata del 42,6% (64,3% al primo turno), in totale sono stati poco più di 18mila i rodigini che sono andati a votare. L'effetto Zaia, che ha stravinto le regionali con una delle percentuali più alte in Italia, è quindi riuscito a trascinare alla vittoria Bergamin. «Ringrazio gli elettori - ha gridato alla folla che lo applaudiva mentre lo spoglio è ancora in corso -. La differenza è stata arrivare al cuore della gente».

Ultimo aggiornamento: 15 Giugno, 07:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA