Formia. Omicidio dell'avvocato anticamorra, il killer confessa: «Una vendetta privata»

Mercoledì 17 Giugno 2015
LATINA - Michele Rossi ha confessato. L'imprenditore di Santi Cosma e Damiano accusato di aver ucciso l'avvocato blogger Mario Piccolino. era stato fermato martedì sulla strada tra Santi Cosma e Damiano e Castelforte. Il blitz era stato deciso dalla Direzione distrettuale Antimafia e dalla Procura di cassino con le Squdre Mobili di Latina e di Roma perché Rossi da alcuni giorni aveva manifestato intenzioni suicide. A conferma di ciò, durante la perquisizione nella villa di Santi Cosma è stata trovata una lettera d'addio.







Rossi è stato portato nel commissariato di Formia martedì sera ed è iniziato un interrogatorio fiume. Davanti al vicequestore Tommaso Niglio e al pm Mattei della Procura di Cassino (applicato alla Dda per questa indagine) dopo la mezzanotte Rossi è crollato e ha confessato di aver ucciso Mario Piccolino per un risentimento personale, nato dalla causa per l'occupazione abusiva di una grotta a Ventotene, in cui l'avvocato assisteva la controparte di Rossi.



Caso chiuso, quindi. Piccolino non è stato ucciso da un killer di camorra dunque, ma è morto per una vendetta privata come gli inquirenti sospettavano già all'indomani del delitto avvenuto il 29 maggio scorso.

Il caso è stato risolto dagli investigatori in 18 giorni. Ultimo aggiornamento: 11:34