Roma, uccise perchè la musica troppo alta lo infastidiva: condannato a 14 anni di carcere

Mercoledì 17 Giugno 2015
Joseph White Klifford
ROMA - Infastidito dalla musica troppo alta scese dalla sua roulotte e colpì mortalmente Carlo Macro, romano di 33 anni, in pieno petto con un cacciavite di 30 centimetri, forandogli un polmone.



Accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, l'indiano Joseph White Klifford, 58 anni, è stato condannato oggi a 14 anni di reclusione dalla prima corte di assise di Roma.



L'omicidio avvenne la notte del 14 febbraio dello scorso anno in via Garibaldi, sulla strada che porta al Gianicolo, sul colle che sovrasta Trastevere.



Carlo Macro ed il fratello di 35 anni, erano a bordo della loro auto dopo aver trascorso la serata con amici. Si fermarono in via Garibaldi senza badare a quella roulotte apparentemente abbandonata. La musica era ad alto volume ed improvvisamente scese dalla roulotte l'indiano, da anni senza fissa dimora a Roma, lamentando di essere stato svegliato. Ne scaturì un diverbio al termine del quale lo straniero sferrò alcuni fendenti e colpì Carlo Macro al torace.



Il fratello, sotto choc, caricò il ragazzo in auto e corse verso l'ospedale, dove arrivò privo di vita. Il pm Francesco Dall'Olio aveva chiesto la condanna dell'imputato a 21 anni di carcere, ma i giudici hanno ritenuto non sussistente l'aggravante dei futili motivi ed hanno inflitto all'indiano 14 anni di carcere.



Alla lettura della sentenza alcuni familiari della vittima hanno manifestato il proprio disappunto considerando la pena non congrua. La procura, quasi certamente, impugnerà la sentenza Ultimo aggiornamento: 18:17