Legge Severino, oggi la decisione sul ricorso di De Magistris.

Giovedì 18 Giugno 2015

Cresce l'attesa per la decisione a cui oggi sono chiamati i giudici del Tribunale di Napoli che dovranno pronunciarsi sul ricorso avanzato dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris contro la sospensione dalle funzioni prevista dalla Legge Severino. A dare avvio alla vicenda la condanna in primo grado per abuso d'ufficio non patrimoniale relativa all'inchiesta «Why not».

«Non possiamo assistere ad altalene istituzionali continue», ha detto oggi de Magistris, in attesa che vada in scena l'ennesimo capitolo di una vicenda che si protrae dall'autunno 2014 tra sentenze e ricorsi. L'ex pm si dice «sereno e tranquillo» e fiducioso nei suoi legali e nel ricorso presentato che, sottolinea, «dal punto di vista tecnico è ineccepibile: la giustizia è dalla nostra». Tutto ha inizio il primo ottobre 2014 quando l'ex Prefetto di Napoli, Francesco Musolino, applicando la Legge Severino, emana il provvedimento con cui lo sospendeva. Immediata la reazione dell'ex pm che presenta ricorso al Tar Campania contro il provvedimento.

De Magistris si inventa la figura di sindaco di strada e affida la guida di Palazzo San Giacomo al suo vice sindaco, ora ex, Tommaso Sodano. Un'esperienza che, in parte, termina il 30 ottobre quando il collegio del Tar Campania all'unanimità accoglie il provvedimento e sospende la sospensione rinviando gli atti alla Corte Costituzionale per non manifesta infondatezza della questione di illegittimità costituzionale degli articoli 10 e 11 della Legge Severino. Ma dietro l'angolo, arrivano, il 12 novembre, i ricorsi al Consiglio di Stato presentati dal Governo nella figura del ministro dell'Interno Angelino Alfano, dal Prefetto e da due associazioni. Ricorsi che vengono respinti dai giudici il 20 novembre.

Una decisione che sembra poter chiudere la questione in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale. Il Movimento in difesa del cittadino, invece, chiama in causa la Corte di Cassazione. Ai giudici viene chiesto di esprimersi rispetto a chi ha la competenza per decidere sui ricorsi alla sospensione tra il Tar e il Tribunale ordinario. Una decisione che arriva lo scorso 26 maggio e che riapre il caso. La Cassazione, infatti, si esprime in favore del Movimento in difesa del cittadino e afferma che debba essere il Tribunale ordinario a esprimersi. L'ennesimo capitolo della vicenda, quindi, si scriverà oggi. «Mi auguro - ha detto de Magistris, a 24 ore dall'udienza - che si vada verso un giudizio della Corte Costituzionale sulla Legge Severino a tutto tondo e, se il Parlamento lo ritiene, verso una modifica di alcune parti della norma che sono palesemente incostituzionali».

Qualora i giudici si esprimano contro il ricorso, de Magistris è pronto a tornare a fare il sindaco di strada, ma ha espresso l'auspicio che «tutto vada bene perché in questo momento c'è bisogno che io sia a San Giacomo anche formalmente».

Ultimo aggiornamento: 19 Giugno, 10:15