Sesso estremo e marchio a fuoco
sulla fidanzata: arrestato l'attore Vittorio Vannutelli

Lunedì 14 Marzo 2011
ROMA - L'ha ammanettata a una panca da body building e l'ha marchiata a fuoco con un ferro a forma della iniziale del suo nome, come se si trattasse di un animale di cui rivendicare il possesso.

Poi ha filmato la macabra scena. È l'epilogo alla De Sade di una storia di violenze e vessazioni messe in atto da Vittorio Vannutelli, un attore di teatro romano di 43 anni, apparso anche nella fiction La Squadra, nei confronti della sua compagna di 33, nata in Abruzzo ma residente a Roma.



Pochi giorni fa gli agenti del commissariato Monteverde, diretto da Mario Viola, dopo una indagine lampo, hanno messo fine alle sofferenze della donna arrestando l'uomo. Nonostante la relazione durasse da pochi mesi, l'uomo, da subito molto geloso, picchiava violentemente la compagna fino ad arrivare in un'occasione a spezzarle sul corpo un bastone.



Spesso la violentava e le spegneva addosso mozziconi di sigaretta. Pratiche erotiche sempre più spinte nel terreno della violenza che portavano spesso la giovane vittima a ricorrere alle cure dei sanitari. Nel corso della perquisizione presso l'abitazione dell'uomo, gli agenti hanno trovato la panca ma anche il ferro utilizzato per la marchiatura, modellato a forma di 'V', iniziale del cognome dell'aguzzino, e una videocassetta sulla quale l'uomo aveva addirittura registrato il gesto.



Alla base delle vessazioni c'era un'ossessione dell'uomo, che obbligava la sua compagna ad avvisarlo telefonicamente di ogni suo movimento, anche sul luogo di lavoro, e che la accusava di relazioni con altri uomini, da cui avevano poi origine le violenze subite. Le indagini sono scattate dal referto dei sanitari che hanno visitato la donna a metà febbraio, diagnosticando lesioni con una prognosi di oltre 30 giorni.



La polizia ha quindi convinto la vittima, impaurita e soggiogata psicologicamente dall'uomo, a sporgere denuncia nei confronti del suo aguzzino. La relazione tra i due, iniziata nel maggio del 2010 essersi conosciuti ad una festa, si è protratta fino al febbraio scorso, con un'interruzione di circa due mesi.



Tra i pretesti delle violenze anche l'accusa di portare sfortuna, rivolta in alcune circostanze alla donna.



Adesso l'uomo si trova nel carcere di Regina Coeli e dovrà rispondere all'Autorità giudiziaria del reato di atti persecutori.Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 09:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA