«Ti mando altri migranti...». I pm puntano alla prefettura

Sabato 20 Giugno 2015 di Leandro Del Gaudio
«Occhio! Che stanno arrivando altri immigrati, tra poco te ne mandiamo ancora per le tue strutture». È lo scorso 22 maggio, un giorno prima che la Procura di Napoli arrestasse due imprenditori di onlus, quando dalla Prefettura parte una telefonata. Da un capo all’altro del telefono, un funzionario di Palazzo di Governo che annuncia all’imprenditore (che finirà di lì a qualche ora in manette) che per lui c’è un altro carico di immigrati. Contratti a trattativa diretta, soldi senza gare di appalto.

È solo uno dei punti emersi dall’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sullo scandalo dei finanziamenti governativi per affrontare l’emergenza accoglienza di migranti provenienti dall’Africa. Nulla di penalmente rilevante - bene chiarirlo -, anche se le conversazioni alla vigilia del primo blitz di maggio della Finanza servono a rafforzare un’ipotesi investigativa: lo spessore e il radicamento nei palazzi del potere di imprenditori oggi finiti al centro di un’inchiesta terremoto. Intercettazioni imbarazzanti, dunque, promesse e ammiccamenti per l’uomo d’oro delle onlus in Campania. Eccolo il retroscena che coinvolge il manager Alfonso De Martino e la sua convivente Rosa Carnevale. Per entrambi, c’è attesa di nuovi step. Previsto un colloquio investigativo a stretto giro, quando i pm che indagano sulla presunta truffa dei migranti ascolteranno proprio l’imprenditore finito in manette. Truffa, peculato, falso sono alcune accuse battute dal pool guidato dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e dai pm Raffaello Falcone e Ida Frongillo, si attendono sviluppi a breve. Facile immaginare come verranno condotti gli interrogatori, proprio alla luce di quanto sta emergendo dal giro di boa del Tribunale del Riesame.

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Ultimo aggiornamento: 09:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA