Scatta la prenotazione obbligatoria sui Frecciarossa, la rivolta del popolo Tav

Sabato 20 Giugno 2015 di Maria Pirro

Rapido perché permette di arrivare a Roma in un’ora e dieci minuti. Confortevole, ma anche affollato dai tanti pendolari che, soprattutto al ritorno, vagano a bordo alla ricerca di un posto. Simbolo di un nuovo modo di vivere, a tratti ubiquo: al lavoro nella Capitale, con la residenza e la famiglia a Napoli (o il contrario). Il Frecciarossa ha azzerato le distanze: non a caso, è stato ribattezzato la Metropolitana d’Italia. Ma sulla linea ad alta velocità oggi corre la nuova protesta del popolo Tav. Più si avvicina il 1° luglio, più si moltiplicano le polemiche scatenate dalla mossa annunciata da Trenitalia per fermare i viaggi in piedi.

In una interrogazione al ministro dei trasporti, il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S), parla di «impatto nefasto» per i «circa 6000 abbonati che per motivi di lavoro sono costretti a viaggiare quotidianamente». Il deputato del Pd Massimiliano Manfredi, chiede che «Trenitalia possa prendere in considerazione la possibilità di revocare la decisione». Il sindaco Luigi de Magistris scrive su Facebook: «I collegamenti ferroviari sul territorio nazionale non possono vedere sacrificata, per ragioni di mercato, la missione pubblica che rappresentano». Sotto accusa, la scelta aziendale di rendere obbligatoria la prenotazione della poltroncina: dal mese prossimo, ogni abbonato «potrà effettuarne due al giorno, una per l’ andata e una per il ritorno».

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Ultimo aggiornamento: 10:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA