Acerra. Uccide il rivale in amore: «L’ho bruciato vivo per salvarmi da lui»

Domenica 21 Giugno 2015 di ​Enrico Ferrigno
ACERRA. Domani Vincenzo Di Balsamo, l'uomo che ha dato alle fiamme ad Acerra Raffaele Di Matteo per presunti motivi passionali, sarà sentito dal gip che deciderà se convalidare o meno l'arresto disposto dal pm Antonella Vitagliano della procura di Nola. Da ieri mattina il presunto assassino è nel carcere napoletano di Poggioreale con l'accusa di omicidio volontario.



Di Balsamo, 37 anni è sposato e padre di due figli e di un altro in arrivo, avrebbe ammesso, assistito dal suo legale Elisabetta Montano, di aver trasformato in una torcia umana il rigattiere Di Matteo, ma per difendersi da un'aggressione. Il presunto assassino giovedì sera avrebbe parcheggiato il suo scooter nei pressi del deposito di Di Matteo per andare a giocare in un circolo ricreativo. Poi avrebbe comprato un po' di benzina per rifornire il motorino. Di ritorno dal distributore, Di Matteo, con cui aveva litigato due giorni prima, gli avrebbe prima mollato un ceffone e poi lo avrebbe ferito con un falcetto alla gamba. Vincenzo Di Balsamo, a questo punto, avrebbe tentato di sottrarsi alla lite versando addosso a Di Matteo la benzina. "Finiscila, finiscila", avrebbe poi gridato all'indirizzo del suo rivale minacciandolo con l'accendino. Ma inutilmente. Fino a quando gli avrebbe dato fuoco. Di Balsamo avrebbe inoltre negato di aver intrecciato una relazione con Lilia Bayzigitova, l'ex convivente russa della vittima che viveva ancora nella casa di Di Matteo nonostante la separazione. E che quindi alla base del suo gesto non ci sarebbe stata una rivalità passionale. Una versione che ovviamente è al vaglio, come tutte le altre, degli inquirenti.



Di certo ci sono solo le testimonianze dei parenti della vittima, dalla sua attuale convivente Antonietta Esposito e da Lilia Bayzigitova. Ma anche quella lite che si sarebbe scatenata martedì sera. «Nei giorni corsi Raffaele aveva litigato con il fratello di Di Balsamo ed era stato minacciato di morte», ha raccontato Antonietta con cui Di Matteo viveva da un anno e mezzo dopo aver lasciato Lilia. Una versione confermata anche dai figli della vittima. Ma poi la lite si sarebbe ricomposta senza far assolutamente presagire strascichi tragici. Di Matteo mal sopportava la presenza ingombrante della sua ex amante e quel continuo viavai di persone nel cortile dove la donna viveva e lui conduceva la sua attività di robivecchi. Raffaele e Lilia litigavano di continuo, anche perché lui avrebbe voluto che lasciasse la casa di sua proprietà dove la donna viveva con il figlio di appena 4 anni nato dalla relazione tra i due. «Ora fai venire 'o compare tuo», avrebbe detto Di Matteo dopo l'ultimo alterco con la sua ex convivente.



Almeno da quello che raccontano i figli di Raffaele. Il "compare" sarebbe proprio quel Vincenzo Di Balsamo che avrebbe dato fuoco al padre. Ma Lilia avrebbe seccamente smentito questa ipotesi. Il presunto assassino non sarebbe il suo amante, ma solo un amico. Di sicuro c'è solo che giovedì sera Raffaele sarebbe entrato indispettito in casa della sua ex, con cui aveva avuto convissuto per 7 anni e l'avrebbe minacciata. Ed è a questo punto che è sopraggiunto nei pressi dell'abitazione Vincenzo Di Balsamo. Per semplice coincidenza secondo l'accusato; intenzionalmente per i familiari della vittima. A chiarire il mistero definitivamente potrebbero essere i tabulati telefonici di Lilia e di Di Balsamo. Nel caso che i due si siano sentiti, la presenza del presunto assassino non sarebbe assolutamente casuale. Ultimo aggiornamento: 11:16