Attacco a Gheddafi, 110 missili sulla Libia
Il raìs: colpiremo obiettivi militari e civili

Il lancio di un Tomahawk dall'Uss Barry
ARTICOLI CORRELATI
ROMA - L'attacco contro la Libia, iniziato nel tardo pomeriggio con l'entrata in azione dei caccia francesi, è andato avanti nella serata su larga scala, quando le unità della marina americana hanno iniziato a bombardare con i missili Cruise le postazioni della contraerea libica, in un'operazione ribattezzata “Odissea dell'alba”. Secondo la tv di stato libica. sono stato colpiti invece obiettivi civili. Gheddafi questa sera in un messaggio solo audio ha detto che in risposta agli attacchi la Libia colpirà obiettivi militari e civili nel Mediterraneo.



Tripoli ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Il governo libico considera nulla la risoluzione 1973 dopo gli attacchi sferrati dalla coalizione occidentale, afferma un comunicato del ministero degli Esteri libico.



La Libia non fermerà più gli immigrati. Aggiungendo minacce a minacce, il governo di Tripoli ha annunciato che non fermerà più le ondate di immigrati che tentano di raggiungere l'Europa.



Il via libera all'attacco, sulla base della risoluzione Onu che impone la no fly zone, era arrivato dal vertice tenuto a Parigi da Europa e Lega Araba. Alle operazioni, coordinate da un quartier generale americano in Germania (e non da Capodichino, come sostenuto dal governo italiano), partecipano al momento Usa, Francia e Gran Bretagna. Italia e Canada, gli altri due membri della coalizione internazionale, non hanno ancora preso parte attivamente ai raid. Ma l'Italia sta fornendo un importante supporto logistico attraverso la messa a disposizione della coalizione di ben sette basi militari. In mattinata le truppe del raìs avevano attaccato Bengasi, dove si contano una quarantina di morti e migliaia di persone si sono date alla fuga. In serata le milizie di Gheddafi hanno ripreso a sparare su alcuni quartieri della città.



Il primo bombardamento è scattato alle 17.45 di oggi, in attuazione della risoluzione 1793 approvata giovedì sera dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un caccia francese ha colpito un carro armato nella zona di Bengasi. Circa venti aerei, tutti francesi, sono stati impiegati in una zona compresa entro un raggio di 100-150 chilometri da Bengasi. Sono i piloti a decidere di volta in volta, quando bombardare, perchè la risoluzione Onu non prevede solo l'attuazione di una no fly zone, ma anche di «tutte le misure necessarie» per aiutare la popolazione sotto assedio a Bengasi. Poco dopo il primo raid, il ministero della difesa francese rendeva nota la distruzione di «numerosi carri armati» agli ordini di Gheddafi.



In serata, prima delle nove, l'inizio dei raid americani, con i primi missili da crociera lanciati contro la contraerea libica intorno a Tripoli e Misurata da unità della marina americana. I missili lanciati sono al momento 110 e hanno colpito oltre 20 obiettivi strategici libici, in larga parte a ovest del Paese. Si tratta di sistemi di difesa aerea e altri snodi di comunicazione strategica, tutti situati sulla costa. Lo ha detto l'ammiraglio William Gortney, incontrando la stampa al Pentagono.



L'impiego militare americano coinvolge le unità navali già nel Mediterraneo, cinque, oltre a diversi sottomarini. Fra queste due cacciatorpediniere di classe Arleigh-Burke, con in dotazione missili cruise: la USS Stout e la USS Barry. Nella regione è anche presente la USS Ponce, una nave anfibia da sbarco e la USS Kearsarge, una nave anfibia d'assalto con a bordo 400 marines. A guidarle è la USS Mount Whitney, la nave di punta della sesta flotta della marina, dotata di sistemi di comando e controllo molto sofisticati. Il Washington Post aggiunge che dispiegata nel Mediterraneo vi è anche il sottomarino di classe Los Angeles USS Providence, con missili cruise Tomahawk. Inoltre, precisano le fonti, la Marina americana ha di recente dispiegato nella regione «alcuni altri» sottomarini.



Il primo ministro britannico David Cameron ha riferito che le forze britanniche sono in azione stasera in Libia. Il premier ha riferito che l'operazione militare nel paese nordafricano è «necessaria, legale e giusta». Sottomarini britannici della classe Trafalgar hanno lanciato missili Tomahawks contro obiettivi in Libia.



Tripoli: colpiti obiettivi civili. Le ambulanze sono al lavoro a Tripoli per portare soccorso ai «feriti», ha riferito una fonte delle forze armate, citata dall'agenzia Jana. «Obiettivi civili a Tripoli sono stati colpiti dagli attacchi dell'aviazione nemica dei crociati», ha detto la televisione libica, per la quale sono stati bombardati obiettivi civili anche a Bengasi e Zuwarah. Lo dice la tv di stato libica che aveva già parlato di attacchi a riserve di carburante a Misurata (secondo i residenti, invece, gli attacchi aerei hanno preso di mira una base aerea dove sono basati fedeli di Gheddafi).



Secondo la tv libica è stato colpito un ospedale a 15 km a est di Tripoli. Testimoni hanno detto all'Ansa che «è certo che un ospedale è stato colpito nei pressi di Tajoura», sobborgo a poca distanza da Tripoli. L'ospedale colpito è «per la dermatologia: c'erano molti pazienti anziani ricoverati, e nessun obiettivo militare nei dintorni». L'edificio che ospita l'ospedale è stato «costruito dagli italiani, si chiama Bir-osta-milad». Secondo i testimoni alcuni giornalisti stranieri ospitati in un albergo del centro, avrebbero parlato di esplosioni senza precisare esattamente il luogo nè l'intensità. I cellulari sono raggiungibili a Tripoli, ed è garantita la connettività via internet. Al Jazeera riferisce di attacchi contro la base aerea di Mitiga, alla periferia di Tripoli, usata per voli civili per autorità e personaggi importanti.



A Bengasi testimoni parlano di decine di morti e di migliaia di civili terrorizzati in fuga con ogni mezzo verso il confine col l'Egitto. L'attacco è stato rabbioso: la città è stata martellata per ore con lanci di razzi e colpi di artiglieria pesante. I tank hanno poi sferrato un attacco da terra cercando di rompere le sacche di resistenza nella parte orientale. La superiorità delle forze messe in campo da Gheddafi era talmente schiacciante che il leader degli insorti, Mustafa Abdul Jalil, ha invocato l'immediato aiuto della comunità internazionale. «È in corso un bombardamento su tutti i distretti di Bengasi. Oggi ci sarà una catastrofe se la comunità internazionale non attuerà le risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Ci appelliamo alla comunità internazionale, a tutto il mondo libero affinchè fermi questo sterminio di civili. Sulla strada per uscire dalla città ad est c'è una colonna di 160 chilometri di auto con famiglie terrorizzate», ha detto Jalil, che ha anche chiarito il giallo dell'aereo abbattuto oggi a Bengasi: «Era uno dei nostri».



«Reagiremo all'aggressione coloniale dei crociati», ha detto Gheddafi questa sera, lanciando un appello agli africani, arabi, latino-americani e asiatici perchè rimangano a fianco del popolo libico contro il nemico. Il colonnello ha minacciato attacchi a obiettivi militari e civili nel Mediterraneo e ha invitato i libici ad armarsi per difendere la rivoluzione. Il leader libico ha detto che i «depositi di armi» sono stati aperti per difendere la Libia.



L'Italia ha schierato nei giorni scorsi le batterie anti aree Spada nel sud del Paese, come misura di prevenzione legata alla crisi libica. Alcune postazioni sarebbero state spostate dalla base di Rivolto (Udine) a quella di Trapani Birgi, dove sono attualmente schierati i Tornado e gli Eurofighter italiani.



Gli aerei italiani scaldano i motori:

forse in missione già nella notte
Sabato 19 Marzo 2011, 21:27
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 9 commenti presenti
2011-03-20 10:41:00
I democratici in soccorso dei democratici Davvero da ridere, se si potesse non piangere. Con la scusa di difendere un popolo che vuole la democrazia e che viene bombardato da un tiranno, si muove il mondo occidentale. Non si rendono conto, i nostri eroici Obama, Sarközy, Cameron e compagnia, che stanno correndo a difendere gli interessi petroliferi delle tribù cirenaiche, e quelli egemonici degli integralisti islamici. Dalla dittatura di Gheddafi all'Europa messa a rischio, dopo la guerra, dalla follia islamica. Ulteriore dettaglio tragicomico: per fermare i bombardamenti del tiranno libico, i civili li ammazziamo noi, bombardando le maggiori città libiche. Sono cose dell'altro mondo ! Parlano di democrazia e pensano al petrolio, i signori dell'occidente. La democrazia nelle tribù libiche ? Ma non ci fate ridere. L' Italia abbozza, la sinistra esulta. Saremo i primi a pagare, fessi più di tutti. Mandiamo i barconi di immigranti a Nizza, come regalo agli sciovinisti francesi e a madame Carlà Brunì !
2011-03-20 10:32:00
x il Popolo Palestinese Fino a quando dalle Vostre terre non uscirà PETROLIO, sarete costretti a vivere sempre nelle Riserve, circondati da un muro e controllati da carri armati e soldati pronti a spararvi addosso, cosi come avvenuto a Gaza dove 1500 civili sono morti perchè colpiti dalle cosiddette BOMBE INTELLIGENTI o BOMBE A GRAPPOLO.L'Islamismo più feroce trova nuovi adepti e linfa vitale da una ridicola politica fatta dai Paesi Occidentali che è sempre quella dei DUE PESI E DUE MISURE.
2011-03-20 10:15:00
leggo commenti molto ingenui.. Ma davvero pensate che qualcuno abbia a cuore gli interessi delle persone? Non date ascolto alle parole di facciata! Le rivolte nei paesi del terzo mondo sono create ad arte da uomini potenti e ricchi dei paesi industrializzati. Sono loro che mandano degli infiltrati a fomentare le folle. Il loro unico obiettivo é conquistare nuove terre e materie prime. Il loro mezzo é che i paesi creino tantissimo debito verso le banche degli stessi capitalisti che le hanno create. Ci provano prima corrompendo gli uomini di potere locali, oppure inserendo i loro uomini nei posti chiave. Quando questo non é possibile (vedi geddafi), usano il "dividi et impera". Creano fratture sociali, fomentano le rivoluzioni e poi si scagliano nella mischia, bombardando e distruggendo paesi interi da ricostruire. In seguito creano governi pseudo-democratici guidati da uomini da loro controllabili. Pensate che in questo modo possano essere "i diritti umani" al centro dell'attenzione? Svegliatevi!
2011-03-20 09:57:00
perche' meravigliarsi ? tutto, e dico tutto il mondo conosce il DITTATORE Gheddafi.Un dittatore in genere,,finche' il popolo non si ribella, lo lascia " vivere" come Lui ha deciso. Ma se il popolo dopo anni di sofferenza decide di voltare pagina,il dittatore che fa'? Mica li invita a casa sua per decidere di nuove leggi, di aumenti salariali ecc.Fa quello che ha fatto IL RAIS: repressione dura contro chi non la pensa come lui;:Orbene tutti i grandi potenti della terra,persone con le "cerevella" fuori dal normale cosa hanno fatto in tutti questi anni con la nazione LIBIA? AFFARI, SOLO ED UNICAMENTE AFFARI ( Armi a beverone ) pur sapendo che cosa sarebbe avvenuto un giorno in caso di rivolta! .Chi lo ha reso ancora piu' potente quelo BEDUINO ? Meditiamo gente ,meditiamo.W IL POPOLO LIBICO LIBERO.
2011-03-20 09:37:00
Fate presto ma finitela Ieri o non mi sono spiegato bene oppure sono stato frainteso, e la bomba in testa non la auguro a nessuno, purtroppo la guerra è il male che l’uomo non sa sconfiggere, e poiché il dopo lo stabiliscono solo i vincitori, ritengo che in certe occasioni bisogna avere la determinazione e l’autorevolezza delle iniziative per poi affermare il proprio pensiero. Da troppo tempo ai tavoli decisionali noi serviamo il caffè mentre gli altri occultamente si dividono le risorse, a noi, lasciano gli oneri. Giustamente ci indigniamo per la guerra e le atrocità ma pochi si domandano tutte le armi e gli apparati militari che vendiamo nel mondo a chi sono destinati, ci rallegriamo per qualche buona commessa. Ci indigniamo per la fame nel mondo e ingioielliamo gli animali da compagnia. Per sperare in una fine dei conflitti non serve l’ipocrisia, bisogna rinunciare al superfluo.

QUICKMAP