Omicidio Bottiglieri: ergastolo ai due killer, condannati altri sei affiliati al clan di Barra

Lunedì 22 Giugno 2015 di Viviana Lanza
Ergastolo per i due killer e condanne, tra i quattro e i 14 anni di carcere, per i presunti componenti del gruppo Amodio-Abrunzo. Otto imputati in tutto, protagonisti - secondo l’accusa - della camorra influente nella periferia est di Napoli, nel quartiere Barra principalmente.



La sentenza è stata emessa oggi, a conclusione del processo di primo grado che si è svolto con il rito abbreviato. Accolta la tesi della Procura: il pm Antonella Fratello, del pool della Direzione distrettuale antimafia, aveva chiesto la condanna degli imputati finiti in manette nel blitz di circa un anno fa.



Aprile 2014, l’inchiesta ricostruì anche i dettagli dell’omicidio di Giovanni Bottiglieri, assassinato il 23 ottobre 2013 in una sala giochi. Le fasi del delitto furono filmate dalle telecamere del locale: ripresero la vittima che entrò nella sala, due giovani indicargli una postazione di gioco alle slot machine e poi estrarre dalla tasca un cellulare e fare uno squillo (forse al killer) e poi l’uomo armato che scese dal motorino, entrò nella sala giochi, impugnò la pistola contro Bottiglieri e fece fuoco uccidendolo, allontanandosi subito dopo.



E tutto sotto gli occhi di altri clienti che continuavano a giocare e scommettere. Per quel delitto sono stati condannati al massimo della pena, ergastolo, Ciro Niglio e Raffaele Valda. Gli altri imputati erano a diverso titolo accusati di associazione a delinquere di stampo camorristico, reato per il quale sono stati condannati con rito abbreviato, e quindi tenendo conto delle riduzioni di pena previste dalla scelta del rito.



L’elenco si apre con i 14 anni di carcere per Luigi De Martino, 18 anni per Vincenzo Amodio, 10 anni per Salvatore Cianiello, quattro anni per Ciro Valda, quattro anche per Giuseppina Niglio, mentre otto anni di reclusione sono stati decisi per Vincenzo Vilmi, l’uomo arrestato da latitante in una villetta a Fondi che quando fu stanato dai carabinieri si lasciò andare a un commento del tipo «Menomale che siete voi...» come a temere di sentirsi nel mirino dei killer di clan rivali.



Il processo nasce dall’inchiesta che alzò il velo su un nuovo gruppo criminale nato dopo l’uccisione di due fratelli per mano del clan Cuccaro, ricostruendo la storia recente del cartello Amodio-Abrunzo, la sua composizione e il tentativo di contrapporsi ai potenti Cuccaro di Barra.
Ultimo aggiornamento: 22:52