Società partecipate, il Comune blocca gli stipendi d'oro

Mercoledì 24 Giugno 2015 di Valerio Esca
Palazzo San Giacomo in una foto d'archivio
Stop a spese pazze, stipendi gonfiati e super minimi da sogno per dirigenti e quadri delle società partecipate del Comune. È stata approvata ieri dalla Giunta, a firma degli assessori al Bilancio e al Commercio, Salvatore Palma ed Enrico Panini, la delibera che definisce gli indirizzi operativi in materia di organizzazione e politiche retributive dei dirigenti e responsabili funzionali delle società partecipate dal Comune di Napoli. «L’esigenza di razionalizzare la spesa, al fine del contenimento dei costi di struttura – fanno sapere da Palazzo San Giacomo -, trova in quest’atto un fondamentale passaggio. Tutte le aziende dovranno adeguare le loro strutture organizzative ai criteri di efficacia, efficienza ed economicità dettati dal provvedimento».



Le linee guida dettate dal provvedimento, che era atteso da anni, prevedono il divieto di incrementare il rapporto dirigenza/dipendenti, «con esclusione della figura dirigenziale» in strutture con meno di 100 dipendenti e delle posizioni organizzative in quelle con meno di 10 dipendenti; il trattamento economico dei dirigenti e dei quadri non superiore a quello previsto dai contratti per posizioni analoghe all’interno del Comune.



In pratica chi lavora in una partecipata (parliamo di figure apicali), non potrà più aspirare a stipendi d’oro, come avvenuto fino ad oggi. L’azienda dovrà adeguarsi ai tetti di spesa avendo come termometro quelli dei dirigenti comunali. Tra le partecipate più «generose», c’è proprio l’azienda di mobilità: 11 manager arrivano a dividersi una torta da un milione e 146 mila euro. C’è chi si porta a casa addirittura 174mila euro all’anno.



Tra le altre società in house che negli anni hanno elargito retribuzioni da mille e una notte, come non ricordare la Napoli servizi, finita negli scorsi anni con le vecchie gestioni, sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti, per compensi a pioggia e superminimi. Le indagini della magistratura contabile finirono per accertare un danno erariale da 1,7 milioni arrecato alle casse di Napoli Servizi, società costituita nel 1999.



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Ultimo aggiornamento: 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA