Scuola, ok alla riforma: in 159 votano sì. In Senato scoppia il caos

Giovedì 25 Giugno 2015

Il governo ha ottenuto 159 voti a favore, contro 112. Nessun astenuto. I senatori votanti sono stati 271. Così il provvedimento sulla riforma alla scuola passa ora alla Camera. Un’accelerazione che ha scatenato le proteste delle opposizioni, che contestavano merito e tempi del provvedimento.

Il ministro per i rapporti del parlamento Maria Elena Boschi aveva posto la fiducia (in mattinata) in Aula al Senato sul maxi emendamento sostitutivo del disegno di legge di riforma della scuola.

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo la questione di fiducia posta dal ministro aveva sospeso l'Aula e convocato la conferenza dei capigruppo.

Il disegno di legge di riforma della scuola prevede 100mila assunzioni subito e lo slittamento della chiamata diretta degli insegnanti da parte dei presidi all'anno prossimo, per consentire che il nuovo organico entri in servizio già alla riapertura delle scuole a settembre.

All'alba le organizzazioni sindacali e l'Unione degli Studenti hanno organizzato una serie di blitz al ministero dell'istruzione e in altri luoghi simbolo di Roma, annunciando nuove iniziative di lotta a partire dall'avvio del prossimo anno scolastico contro la riforma della scuola.

«I presìdi e le manifestazioni sotto la Camera ed il Senato si sono succeduti quasi quotidianamente - precisa una nota dell'Unione degli studenti - con un successo di partecipazione e di consenso arricchito

da un confronto costante con i parlamentari che hanno condiviso le ragioni delle iniziative di proposta e di protesta. Il governo tuttavia, pur promettendo tante volte il contrario, si è sottratto ad ogni

confronto ponendo la fiducia al Senato e procedendo senza tener conto del netto dissenso della scuola, delle associazioni studentesche, dei genitori, delle organizzazioni sindacali e dello stesso parlamento. La democrazia italiana sta subendo una forzatura gravissima ed inaccettabile. Il Governo Renzi vuole imporre con un atto di forza un provvedimento che non ha mai tenuto conto dei bisogni e delle voci del Paese reale».

«Il risultato è una riforma che rischia di accrescere le diseguaglianze già presenti all'interno del sistema nazionale di istruzione, fondata su un modello autocratico e clientelare. Una scuola che insegue la

competizione invece di perseguire la cooperazione garantendo eguali opportunità per tutti».

Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 19:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA