Truffa dei Rolex a Napoli: «Attenti ai turisti furbetti»

Giovedì 25 Giugno 2015 di Paolo Barbuto
Truffa dei Rolex a Napoli: «Attenti ai turisti furbetti»

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​L’allarme arriva da un gruppo di compagnie assicurative internazionali: a Napoli fate attenzione ai truffatori del Rolex. Ma, per una volta, i «cattivi» segnalati dall’estero non sono i napoletani ma i turisti. Diciamo subito che non è la prima volta che questo allarme viene lanciato, anzi spesso con l’arrivo della bella stagione viene riproposto con maggior vigore, a testimonianza del fatto che il problema persiste.

La truffa funziona così. Prima di mettersi in viaggio per l’Italia un turista si rivolge a una compagnia assicurativa per proteggere gioielli, beni preziosi e l’orologio costoso che porta abitualmente al polso, generalmente un Rolex. Il turista attende che il suo giro lo faccia arrivare a Napoli perché (e qui torna a galla la pessima reputazione della nostra città) subire uno scippo in questa città non provoca sospetti.

Il turista truffatore, nel bel mezzo della giornata si presenta a un commissariato oppure dai carabinieri e chiede di sporgere denuncia. Sostiene di avere subito lo scippo del Rolex oppure di aver subito un furto con destrezza ricordando di «quella persona che mi ha stretto la mano in maniera tanto affabile». Quando si presenta un turista è difficile chiedergli particolari sulla zona dove è avvenuto il reato: sembrano tutti spauriti e non hanno idea di dove si trovano, così la denuncia viene accolta e i viaggiatori tornano al loro viaggio.

Solo che, hanno appurato i detective delle assicurazioni, molto spesso quel Rolex del quale il turista ha denunciato il furto, è stato semplicemente lasciato in albergo o nella cabina della nave. Con la copia della denuncia presentata in Italia, il truffatore estero si rivolge alla sua compagnia di assicurazione e ottiene il rimborso.

A voi sembra troppo facile? Alle assicurazioni no ed è per questo che hanno lanciato il nuovo appello. Un caso di truffa internazionale è stato recentemente accertato sull’isola di Ischia ma è obiettivamente difficile per le forze dell’ordine capire quando un turista sta mentendo. Dalla questura di Napoli ridimensionano la vicenda spiegando che non sono state previste procedure speciali per verificare questo specifico problema e dicono pure che l’allarme internazionale ormai è divenuto una routine. Ovviamente, con il passare degli anni, anche gli uffici che ricevono le denunce da parte degli stranieri sono diventati più «attenti» e sospettosi; così quando un turista lamenta uno scippo o un furto, viene immediatamente attivata la verifica per sapere se la zona indicata era in qualche modo sorvegliata: così è più facile prendere in castagna i truffatori.

Il primo, poderoso, exploit delle truffe alle assicurazioni risale all’estate del 2011. Nel mese di maggio di quell’anno a Napoli un turista americano, Antonio Oscar Mendoza, perse la vita cadendo durante uno scippo. Due delinquenti in moto non esitarono a sbatterlo per terra per rubargli il prezioso orologio. Le forze dell’ordine dopo una settimana riuscirono a prendere i due delinquenti e ad assicurarli alla giustizia. Ma quella notizia fece il giro del mondo e alimentò, immediatamente, il mercato della truffa.

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Ultimo aggiornamento: 14:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA